Otto di centouno
Ho finalmente sotto gli occhi, dalla Biblioteca Malatestiana per impagabile intercessione di Chaim, queste Poesie di Cajo Valerio Catullo veronese scelte e purgate, volgarizzate dal cavalier Tommaso Puccini di Pistoja, Pisa, con i caratteri dei fratelli Amoretti, MDCCCXV.
Dunque non era Giacomo, ma Tommaso Puccini (1749-1811), direttore delle Gallerie fiorentine, sovrintendente alle Belle Arti e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. L’edizione, postuma, è curata dal fratello Giuseppe Puccini e dedicata a Ferdinando III di Toscana.
