11 Settembre 2008, 00.10
Un mosaico tira l’altro. Accogliamo dunque anche questa celebre allegoria in Secondo stile (opus vermiculatum, 47×41 cm, dal triclinio della bottega 5,2 della I Regio, ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, inv. 109982).
Su una ruota a sei raggi è posata una farfalla; corona l’insieme un teschio umano (forse modellato sul teschio di una scimmia), a sua volta sovrastato da un archipendolo (libella) che regge a sinistra una porpora con scettro, a destra una veste lacera con bastone e bisaccia.
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26 Agosto 2008, 00.10
La rocca di Cashel è lugubre soprattutto al crepuscolo, quando i corvi iniziano a volteggiare sulle rovine dell’abbazia.
Ma non perde il suo fascino neanche al mattino, neanche invasa da torme di turisti.
Non pensavo fosse così diffuso il turismo romantico-sepolcrale; e i cimiteri dei Graveyard poets non sono quelli di Pindemonte, i sepolcri dell’Elegy Written in a Country Churchyard non sono quelli di Foscolo: non lo capisci finché non ci passeggi, in un “cimitero di campagna”.
Sulla rocca di Cashel (dove seppelliscono ancora oggi, come anche accanto ai ruderi della Hore Abbey) trovo questa lapide, che magari finirà nel “percorso epigrafico-funerario” su cui da qualche tempo vaneggio.
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