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La fabbrica delle paure

Manganello per una dittatura gentile

Cerco strumenti per contestare questa maledetta “insicurezza percepita”.

Maurizio Pistone mi viene in soccorso con questa pagina:

Nelle vie della mia città vedo appesi ai portoni piccoli cartelli bianchi con una scritta incerta: “Si affitta solo a piemontesi”.
Nei bar, nei luoghi di lavoro, nelle sale d’aspetto, è diffusa la preoccupazione per questa inattesa invasione, che sembra inarrestabile. Sono meridionali, tanti. Poveri, stracciati, un po’ disperati. Prima arrivano i giovani, più arditi, anche un po’ aggressivi; poi, appena si sono sistemati, fanno venire le loro sterminate famiglie, e si sistemano con i materassi per terra, in sei, otto per stanza.
I discorsi dei buoni cittadini sono pieni di preoccupazione. Si sa come sono i meridionali. Non hanno voglia di lavorare, hanno sempre il coltello in tasca, fanno un mucchio di figli che poi lasciano in mezzo alla strada perché non sanno come mantenerli. C’è una grande insicurezza; una volta si usciva di casa senza neanche chiudere la porta; oggi rischi di rientrare e trovare il meridionale che ti svuota l’alloggio, e magari ti dà una bastonata, o peggio. Le donne hanno paura ad uscire da sole; ed anche gli uomini sanno in che in certi quartieri non è il caso di farsi vedere dopo una certa ora.
Certo, molti lavorano, ma sono ancora peggio, perché tolgono lavoro a tanti nostri giovani, accettano salari da fame, accettano condizioni di lavoro tremende, pericolose, malsane; e così fanno una concorrenza sleale, danneggiano anche noi.
Quelli che sono sistemati da qualche tempo, mandano anche i figli a scuola. Le maestre sono preoccupate, non sanno come trattare con questi bambini che parlano in modo strano, non sanno esprimersi né in italiano né in piemontese, ma solo nel loro incomprensibile dialetto, che dividono le classi in due gruppetti rivali, diffidenti.
Questa è la grande istanza che emerge dalla sensibilità popolare. È una sensibilità diffusa, radicata, condivisa. Non è possibile ignorarla. Ma…

Ma…

Ma nessun partito, né grande né piccolo, né di destra né di centro né di sinistra, cerca di trasformare questo sentimento così diffuso, questa domanda così forte, in voti. Non è su questi temi che si combattono le campagne elettorali. La televisione, che esiste da pochi anni, e che ancora pochi hanno, ma ha già un peso fortissimo sulla coscienza comune, non apre ogni telegiornale con la notizia del barese assassino, la banda degli scassinatori napoletani, il siciliano che guidando ubriaco ha travolto e ucciso una bimba. Non si formano le ronde per liberare le strade dai lucani e dai sardi (e pure dai veneti, che non sono meridionali, ma poco ci manca). Non si formulano progetti di legge per espulsioni in massa. Le forze di sinistra non proclamano solennemente che la loro, non quella della destra, è la ricetta sicura per garantire la sicurezza dei cittadini minacciata dal meridionale che delinque.

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Analisi logica

Studenti che sanno rispondere alla domanda 'Che complemento è?'

FatherMcKenzie fa lo spiritoso e lancia il sasso su it.cultura.linguistica.italiano:

Una mia amica, al primo incarico come profia di latino, mi ha esternato un dubbio e mi rivolgo senz’altro a voi così bbravi: che complemento è: “Tizio fu eletto senatore su consiglio di Sempronio (oppure su iniziativa di)? Certo del vostro amorevole soccorso.

Davide Pioggia risponde così:

È uno dei numerosissimi casi in cui ci si dovrebbe rendere conto conto che il re è nudo: la cosiddetta “analisi logica”, così come viene concepita e insegnata nei testi ufficiali, non esiste come disciplina scientifica, e per altro non ha nemmeno i requisiti per essere definita una forma di creatività, come avviene per le discipline artistiche.

Si tratta di una sorta di falso ideologico, che si è prodotto quando i grammatici hanno avuto bisogno di scrivere una grammatica universale che fosse valida per tutte le lingue. Non avendo costoro gli strumenti culturali per cimentarsi in una tale impresa (figuriamoci, non ce l’ha fatta nemmeno Chomsky) e avendo trascorso la loro infanzia a mandare a memoria rosa-rosae, non hanno saputo fare niente di meglio che cercare di riciclare il latino come lingua universale, dandogli una riverniciata.

Pochissimi insegnanti di lettere saprebbero dire che cosa sia veramente una cosa come il complemento oggetto, fornendone una definizione rigorosa e non ambigua. Per lo più ti rispondono che è quella “parte del discorso” che risponde alla domanda “chi/che cosa?”. Una pena. I pochi che hanno studiato un po’ di grammatica generativa hanno cambiato il loro lessico, ma la mentalità resta la stessa, come quando al posto di “6″ si cominciò a scrivere “sufficiente”: sempre voti erano.

È pur vero che un insegnante di lettere sa riconoscere al volo il complemento oggetto, ma lo sa riconoscere perché dentro di sé sa che è “quella cosa che in latino andrebbe all’accusativo” (anche la traduzione dal greco è tragicamente assurda: per lo meno se dicessimo “causativo” potremmo provare a darci un contegno), e siccome egli - come qualunque essere umano che abbia più di quattro anni - ha in testa un “coprocessore linguistico” che sa bene quando usare l’accusativo in latino, allora egli usa questa sua facoltà universale per fare finta di sapere che cosa è l’accusativo, mostrando di saperlo riconoscere. Ma sapere riconoscere una cosa non equivale affatto a sapere che cosa è quella cosa.

Ora, al di là dei miei toni polemici e come sempre eccessivi, io sono sicuro che una persona intelligente e preparata come te lo sa bene che il re è nudo, che tutto ciò è un colossale falso, e però tu e gli altri queste cose non le dite, e lasciate che i libri li continuino a scrivere le maestrine dalla penna rossa, le quali credono davvero che in un caso come questo dire complemento di causa sia “sbagliato” e invece dire complemento di modo sia “giusto” (o viceversa). Magari glielo hanno dovuto cacciare in testa riprendendole mille volte affinché anche loro si conformassero a quella che è solo una tradizione, ma poi - come sempre accade - tutto quel lavoro di inculcamento che hanno subito se lo sono dimenticato, e ora se un ragazzo dice che “su suggerimento” è complemento di causa quelle lo riprendono, e gli dicono che ha sbagliato, perché è un complemento di modo.

Il re è nudo, diciamolo. Non è possibile a dirlo debbano essere sempre i bambini. Per fortuna io sono molto infantile :-)

Ma il discorso non è nuovo: vedi i tre pistolotti di Maurizio Pistone su A che serve l’analisi logica?, e il saggetto di Nicola Flocchini Terminologia grammaticale, analisi logica e didattica del latino (citato dallo stesso Pistone).

Senza parole

Non ho parole. Per fortuna le trova per me Maurizio Pistone, OT (OT?) su it.istruzione.scuola:

Guardo raramente la televisione.
Ma oggi, all’ora di pranzo, ho pensato che fosse mio dovere civile non sottrarmi alla quotidiana Mezz’ora di odio, per rendermi conto di quanto sia grave la situazione.
A mente fredda, mi rendo conto che è sempre così, almeno da un paio di decenni, quando si sente aria di elezioni. Ma la violenza, e l’accurata pianificazione di questo pogrom mediatico, mi è ugualmente sembrato senza precedenti.
Invito esplicitamente e calorosamente chi ha ancora un minimo di freddezza e di coscienza a farsi sentire, in ogni sede possibile.