Post contenenti il tag ‘Massimo Manca’

Russicum est, non legitur

Il logo del Classics Technology Center

Eccoci nel Classics Technology Center: c’è da perdersi. Ma non ha senso andarvi a cercare “materiali didattici” belli e pronti, quanto trattenersi a riflettere senza puzza sotto il naso sull’efficacia di approcci “diversi”. Americanate? Mah.

Sono partito, per puro caso, da The Modern Student’s Guide to Catullus di Raymond M. Koehler, della Brunswick School (Greenwich, Connecticut): un lavoro non solo efficace sul piano didattico (perché coinvolgente), ma a tratti persino suggestivo.

[Una parentesi: leggo in questi giorni Latino perché? Latino per chi?, pubblicato dall'associazione TreeLLLe - se lo vuoi, te lo mandano gratis. Dispiace che debba essere una lobby a fare da opinion leader su questo argomento, ma evidentemente la scuola italiana non ne è stata capace; e affrontiamo con onestà il dibattito. Ed ecco, leggendo tra gli altri l'intervento di un Luigi Berlinguer incredibilmente acuto e puntuale, ci si ricorda che la "nostra" impostazione didattica "essenzialmente grammaticale e verbale"

avendo contratto o escluso emozioni e curiosità ha impedito la sinergia - nell’apprendere - fra intelligenza razionale e intelligenza intuitiva, emozione, curiosità, meraviglia, senso dell’utile e del tangibile; la capacità di ragionare sui fatti, di trasformare conoscenze in competenze, in sapere pregnante, di volgerlo in diretta interpretazione del reale, di abituarsi alla severa spietatezza della verifica fattuale: tutto ciò che fa la ricchezza dell’intelligenza umana, della creatività giovanile, della fisiologia dell’apprendimento.
Un itinerario formativo/educativo che parte dalla creatività e dall’esperienza è il solo in grado di coinvolgere tutti. La sinergia fra i vari linguaggi e i diversi tipi di intelligenza su cui ormai - è ampiamente riconosciuto - si fonda il pensiero umano (Sternberg ne individua tre, analitica, pratica, creativa, mentre Gardner addirittura otto) dà voce alla varietà e soddisfa le diversità di cui l’universo discente si compone.
L’impiego di più linguaggi e di tutto il potenziale del pensiero intelligente non può che favorire il massimo rendimento di ognuno e quindi la qualità complessiva del processo di insegnamento/apprendimento, e cioè la massima inclusione e la migliore qualità possibile.

(Luigi Berlinguer, Riflessioni di esperti per la scuola italiana del 2000, in Latino perché? Latino per chi? Confronti internazionali per un dibattito, Associazione TreeLLLe, Genova, 2008, p. 51).

E, vedi, il lavoro di Koehler è bello proprio per questo: perché stimola curiosità, meraviglia, emozione. C'è un rapporto etimologico tra emozione e motivazione?]

Continua… ‘Russicum est, non legitur’ »

Villula Catonis

Pecudes persultant pabula laeta

Massimo Scorsone mi ha voluto ricordare le sue folli retroversioni “scombiccherate per diletto” al Circulus Latinus Panormitanus, e tra le altre trovo questo esilarante omaggio di Paolo Cipolla al Quartetto Cetra:

CARMEN RVSTICVM DE PRISCO CATONE ET VILLA EIVS

Est Catoni prisca villa,
illa, illa, o!
pecudesque multae in illa,
illa, illa, o!

Vide bovem, mu!
bovem, mu!
bo, bo, bovem, mu!

Est Catoni prisca villa,
illa, illa, o!
pecudesque multae in illa,
illa, illa, o!

Vide canem, bau!
canem, bau!
ca, ca, canem, bau!

Est Catoni prisca villa,
illa, illa, o!
pecudesque multae in illa,
illa, illa, o!

Vide felem, miau!
felem, miau!
fe, fe, felem, miau!

Est Catoni prisca villa,
illa, illa, o!
pecudesque multae in illa,
illa, illa, o!

Vide suem, coi!
suem, coi!
su, su, suem coi!

Est Catoni prisca villa,
illa, illa, o!
pecudesque multae in illa,
illa, illa, o!

Vide equum, hiiii!
equum, hiii!
e, e, equum, hiii!

Est Catoni prisca villa,
illa, illa, o!
pecudesque multae in illa,
illa, illa, o!

Vide pullum, pìo!
pullum, pìo!
pu, pu, pullum, pìo!

Est Catoni prisca villa,
illa, illa, o!
pecudesque multae in illa,
illa, illa, o!

Sarà certo uno sfacinnamentum; ma non sottovalutarne le potenzialità didattiche.

Tempo fa stedi mi chiese (non so perché chiese a me: certo non sono un guru della didattica del latino):

Hai qualche consiglio/esperienza su come insegnare in modo meno direttivo, meno noiosamente frontale e più motivante?

Nessuno rispose alla domanda delle cento pistole; nemmeno io: per pudore, e perché ci sarebbe voluta una risposta sistematica. Ma la domanda continua a frullarmi, e pian piano raccolgo le idee (per favore, ricorda che questo è solo un repository).

Raccogliendo, oltre alle idee, precisi spunti dai programmi “Brocca”, suggerisco che un testo del genere può essere utile, ad esempio, per una riflessione sul latino come lingua “conclusa” ma “non esaurita”, oppure sul legame tra contemporaneità e classicità (mantenuto “ora in termini di continuità, ora di opposizione, ora di reinterpretazione”); e quell’antologia di scrittori “della latinità medievale e umanistica” prevista per l’ultimo anno di liceo classico (ma anche, in chiave storico-linguistica, per l’intero triennio del liceo linguistico) potrebbe essere utilmente integrata con qualche assaggio di latinità “neoumanistica”.

Se poi vogliamo anche solo “giocare” col latino, nello spirito con cui Massimo Manca fece tradurre ai suoi alunni i Lùnapop, è stato Massimo stesso a proporre solide ragioni (aggiungerei solo che lavori del genere sono motivanti o rimotivanti).