Tranche de vie

Caro Stefano,
ho letto la tua letterina però ti avverto che di bugie non ne voglio sentire. Una signora di Cagliari che viene spesso qui mi ha detto ti vede spesso, ma: non al mercato ed aiutando la nonna in qualche cosa: Quindi quando scrivi non mi dire di queste fandonie che al posto di farmi contenta mi danno tanto dispiacere.
Per i maltrattamenti di zia, tu sta’ zitto con gli estranei, e qualsiasi cosa confidala a nonna e zia Adri. Al mio ritorno tutto si accomoda.
Voglio, se ancora ti comandano che tu dica esplicitamente che mamma non permette che vai a fare i servizi specie di quel genere a nessuno. La mattina alzati presto, fai una visita in chiesa e se è il caso vai con nonna, altrimenti, giacché zio ti manda in ufficio, stai lì bene attento alle raccomandazioni che ti fà, e nei momenti liberi mettiti a ripassare per non dimenticare.
Per la scodella, non ti preoccupare, lascia che ci bevano pure i bambini, al mio ritorno te la metto in disparte, solo per te. Ti mando la lettera del Ministero dove mi informavano di tuo papà, leggila e consegnala a zia che mamma la deve restituire al comune di Agosta. Mi dici che mangi da zia, ma sei educato a tavola? dimostri riconoscenza per tante attenzioni? Quando ti dice di ripassare, sei ubbidiente? Io temo di no, perché sò che tu ricompensi male il bene che ti fanno.
Spero che se non l’hai fatto fin d’ora da qui in avanti sia buono educato e sopratutto ubbidiente.
Al mio ritorno spero di sentire sul tuo conto buone notizie, vedrai allora che mamma non mancherà di premiartene.
Lascia le cattive compagnie e metti una buona volta giudizio ascoltando quanto la nonna ed i zii ti consigliano.
Sarò ubbidita?
fiduciosa ti abbraccio e ti baciotua mamma
(ostetrica Ingurtosu prov. Cagliari)Le tue letterine le ricevo con tanto piacere però ti prego purché mi dicano semplicemente la verità
tua mamma
Con la scusa dell’ospizio, i nipoti avevano affittato il vecchio appartamento. In tutta fretta. Le studentesse si arrangiarono coi letti sfondati e i pavimenti corrosi; in compagnia di tarli e gechi, ma anche del vecchio piano scordato dal cui ventre emergeva ogni tanto un’ingiallita bustina di chinino. Le vecchie cose giacevano abbandonate: aleggiava la vecchia, ignota padrona di casa, e iniziò a reincarnarsi nelle sue giovani, ignote ospiti. Dalla polvere di un libro emerse una vergatina fragile, frammento di un passato altrui.