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Mutefish

I Mutefish a Galway (agosto 2008)

Forse i Mutefish non volevano lasciare traccia di sé sulla Rete (benché non manchi documentazione del loro busking a Galway e Dublino grazie ai rozzi filmati dei turisti: per esempio 1 2 3), ma anche loro hanno ceduto alle tentazioni di MySpace.

Sono polacchi e sono Václav (chitarra), Boguś (mandolino) e Marka (cajón). Il CD autoprodotto (10 €, forse riesci a fartelo mandare scrivendo a nonstopmutefishdance (at) gmail.com) ha un titolo che proprio non riesco a tradurre - Żeby to było spoko - e contiene 7 pezzi  strumentali di varia ispirazione e dai titoli poliglotti:

  1. Sláinte (è gaelico, si sa)
  2. Szalona Muzyka (”Musica per sala da ballo”, è polacco)
  3. Выходила на берег КатюшаKatjuša, ma in combo con Bella ciao)
  4. La nostra canzone
  5. Borůvkový květ (”Fior di mirtillo”, è ceco)
  6. Casi español
  7. Don’t worry (be happy)

Ultima cena (addendum)

John Byrne, Dublin's Last Supper (2004)

John Byrne, Dublin's Last Supper (2004), dettaglio

Le foto non sono granché, ma passando di lì non ho resistito alla tentazione di documentare meglio l’Ultima cena di John Byrne. Non mi ero reso conto, infatti, di aver pubblicato una foto grandangolare; e penso interessi anche il dettaglio della “mano d’autore”.

That’s Fine … a € 125 Fine

'That's Fine ... a € 125 Fine

Un carme epigrafico da Cashel

La rocca di Cashel vista dalla Hore Abbey

La rocca di Cashel è lugubre soprattutto al crepuscolo, quando i corvi iniziano a volteggiare sulle rovine dell’abbazia.
Ma non perde il suo fascino neanche al mattino, neanche invasa da torme di turisti.

Non pensavo fosse così diffuso il turismo romantico-sepolcrale; e i cimiteri dei Graveyard poets non sono quelli di Pindemonte, i sepolcri dell’Elegy Written in a Country Churchyard non sono quelli di Foscolo: non lo capisci finché non ci passeggi, in un “cimitero di campagna”.

Sulla rocca di Cashel (dove seppelliscono ancora oggi, come anche accanto ai ruderi della Hore Abbey) trovo questa lapide, che magari finirà nel “percorso epigrafico-funerario” su cui da qualche tempo vaneggio.
Continua… ‘Un carme epigrafico da Cashel’ »

Ultima cena

John Byrne, Dublin's Last Supper (2004)
John Byrne, Dublin's Last Supper (2004), nella sua collocazione stradale

John Byrne, Dublin’s Last Supper (2004), photograph screen-printed onto vitreous enamel, 930 x 220 cm, Dublin, Quartier Bloom (project curated by Cliodhna Shaffrey).

The Last Supper mural has good trivia, enough to get the Legion of Mary muttering. Jesus is a Sikh, John is a woman, Judas is portrayed as a priest, there’s a Juventus Biblical Soccer League Shirt in the background, and one of the diners has an extra hand (see if you can spot who).

(cito Lugs Brannigan, ma trovi una scheda particolareggiata su CIRCA Art Magazine; per qualche dettaglio, vedi le foto di Kieran Lynam)

Il mistero di Jo Locke, il sosia e Miss Britannia ‘58

'Hear my song' (1991)

Dalla memoria riemerge ogni tanto Il mistero di Jo Locke, il sosia e Miss Britannia ‘58.

Per la cronaca era “Hear my song”, diretto da Peter Chelsom, 1991; e il tenore irlandese Josef Locke (1917-1999) esisteva davvero.

Per noi era l’estate del 1992, giardino di Villa Satta (Antioco Floris organizzava la rassegna).

Benché veda adesso che Kezich lo stroncava come “commediola garrula e innocente”, ricordo che del film ci piacque, e molto, il tono da musical surreale.

Lo ritroveremo un giorno in DVD?