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Una versione molto particolare

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Un esperimento di “versione di latino” diversa dal solito (con un piccolo adattamento, per non rendere immediatamente riconoscibile la fonte):

Una scuola molto particolare

In schola erant scalae centum quadraginta duae: partim latae et magnificae; partim angustae et instabiles; aliae quae die Veneris alio ferebant; aliae quae in medio gradum evanescentem habebant ut necesse erat meminisse eum tibi transiliendum esse. Ianuae quoque erant quae aperiri nolebant nisi comiter rogatae, aut in loco maxime idoneo titillatae, et ianuae quae re vera non erant ianuae, sed muri solidi simulantes se esse ianuas. Difficillimum quoque erat meminisse ubi aliquid esset, quod omnia continuo locum mutare videbantur. Homines in imaginibus depicti alii semper alios visitabant, et non dubitandum erat quin tegumenta ferrea corporum se movere possent.

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The Pensieve

Una precisazione: ho detto subito che era più che altro per sgravarsi della calca di pensieri.

Spero sia ovvio che questa frequentia interiore è priva di cronologia.
Perciò, ad esempio, recensioni inattuali; e i cauti movimenti con cui pian piano sto sciogliendo alcuni groppi.

Non credo di “confondere” pubblico e privato; niente di nuovo sotto il sole della scrittura occasionale, se possiamo condividere queste parole di venticinque anni fa:

Ogni tanto raccolgo in volume gli scritti occasionali, gli articoli, le polemiche, le nugae, quelle osservazioni che un tempo si stendevano come pagine di un diario privato. Oggi, con i mezzi di massa che non solo permettono, ma incoraggiano la messa in pubblico delle proprie reazioni immediate agli eventi e ai problemi, le pagine di diario escono a stampa, e a puntate. Hanno il vantaggio di non poter essere riscritte ad uso dei posteri. Sono scritte per i propri contemporanei, possono incorrere in contraddizioni, e nel reato di giudizio avventato. Sono, per chi scrive di professione, il modo più giusto (e in ogni caso il più responsabile) di impegnarsi politicamente.

(Umberto Eco, “Introduzione” a Sette anni di desiderio, Bompiani, Milano 1983, p. 5)