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Scimmie, api ed esseri umani

Charlton Heston e Kim Hunter in una scena di 'Planet of the Apes'

Eric Berne, “Ciao!” …e poi? La psicologia del destino umano, traduzione di Roberto Spinola e Laura Bruno, Bompiani, Milano, 1979 (ed. orig. What do you say after you say hello?, 1964) contiene uno dei più celebri errori di traduzione:

Gli animali più intelligenti - scimmie, api ed esseri umani (e forse anche delfini)… (p. 63)

(e basterebbe a chiarire la citazione bibliografica a p. 261: S. Zuckerman, Functional Affinities of Man, Monkeys and Apes, New York, Harcourt Brace & Company, 1933).

Umberto Eco, in Dire quasi la stessa cosa. Esperienze di traduzione, Bompiani, Milano, 2003, pp. 46-47, amplifica forse una reminiscenza di questo errore:

Un’altra volta, nella traduzione di un libro di psicologia, ho trovato che, nel corso di un esperimento, l’ape riuscì a prendere la banana posta fuori della sua gabbia aiutandosi con un bastone. La prima reazione è stata in termini di conoscenza del mondo: le api non dovrebbero essere capaci di afferrare banane. La seconda reazione è stata in termini di conoscenza linguistica: era chiaro che l’originale parlava di un ape, e cioè di una grande scimmia, e la mia conoscenza del mondo (legittimata dalle conoscenze enciclopediche a cui facevo ricorso) mi diceva che le scimmie afferrano e mangiano banane.
Questo non significa soltanto che, per errata che una traduzione sia, è possibile riconoscere il testo che essa pretende tradurre; significa anche che un interprete acuto può inferire dalla traduzione di un originale ignoto - evidentemente sbagliata - che cosa quel testo probabilmente diceva davvero.