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Tùne, quèsie, rìs

Sì, hai ragione... questo Orazio non c'entra nulla

Intraprendo dunque una raccolta di traduzioni d’autore da sottoporre ad “analisi contrastiva”, iniziando dai classici Passer, deliciae meae puellae e Tu ne quaesieris…

Propongo qui qualche riflessione sulla resa ritmica del Carpe diem.

Oggi ci si accontenta spesso di traduzioni prosastiche, utili solo come trampolino al testo originale; al più si coglie qualche tentativo di verso libero (Ramous).

Enzio Cetrangolo aveva provato con l’endecasillabo; ma dubito che il verso-base della metrica italiana possa rendere il sapore un po’ esotico dell’asclepiadeo maggiore.

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