Qual è il modello?

Tra le tante sezioni di engramma ricchi e corroboranti sono gli Studi su Laocoonte (con fonti letterarie e iconografiche).
Mi soffermo sul microsaggio di Alessandra Pedersoli, Comics spolia. Laocoonte, Asterix & co. (da engramma n. 50, luglio/settembre 2006): in Asterix e gli allori di Cesare compare uno schiavo in vendita che posa su modelli dell’antichità classica (tra cui… Rodin!).
Il saggio è gradevole e simpatico, ma contiene una grossolana ingenuità:
Nella prima sequenza lo schiavo è schierato assieme al resto della ‘merce’, ma si distingue nel gruppo per il suo particolare portamento: la gamba sinistra è piegata all’indietro, mentre il braccio destro è sollevato a raccogliere il lembo di un drappo; la suggestione deriva, sebbene in modo non del tutto puntuale, dall’Augusto di Prima Porta, la scultura in marmo risalente agli inizi del I sec. d.C. conservata nei Musei Vaticani. Il fumetto si discosta dal modello solo per piccoli dettagli: il braccio destro non è proteso e sollevato come quello dell’imperatore, ma disteso lungo il fianco: a differenza della statua di Augusto lo schiavo è a petto nudo, ma la sagomatura della lorica viene resa dai pettorali del personaggio, muscolosi e in bella evidenza.
La gaffe è fin troppo ovvia: Uderzo (fig. 5) cita con precisione il doryphoros di Policleto (che conosciamo solo da copie romane, fig. 1), e non servono tutti i distinguo della Pedersoli. Bisognava sapere, forse, che anche l’Augusto di Prima Porta (fig. 2) era una citazione policletea.
[La corrispondenza Uderzo-Policleto è perfetta, fatta eccezione per la posizione della testa; vi si potrebbe ravvedere, al più, un ricordo dell'Augusto come Diomede dalla Basilica di Otricoli (ora Roma, Museo Vaticano, fig. 4), anch'esso di evidente ascendenza policletea, di cui onestamente mi giunge notizia solo da Glenn W. Most, The Athlete's Body in Ancient Greece, "Stanford Humanities Review", 6.2, 1998).]
La gaffe della Pedersoli ha un secondo risvolto. L’immagine proposta come “Augusto di Prima Porta” (fig. 3) potrebbe esserlo, sì, ma… ha qualcosa di strano. Non è difficile rintracciarne la fonte: l’Augusto pedersoliano non è l’originale… è una copia realizzata da Franco er Marmista (sic).
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Questo post è dedicato alla professoressa M. L. Ruffini che, venticinque anni fa, per amore dell’insegnamento e di una classe di sconsiderati liceali, fece a brani la collezione di Asterix del figlio per illustrare, in un collage-poster, la polisemia di δόρυ.
