15 Gennaio 2009, 09.00
Mi lascio intrigare da Antonia Piva, “Madamina il catalogo è questo. Il testo al centro: Mozart, Plauto, Ovidio”, in Ead., L’adozione rovesciata. Pedagogia e didattica dei classici, Osanna, Venosa, 2008, pp. 69-99, contamino con Michael von Albrecht, Fortuna europea de Lucrecio, “Cuadernos de Filología Clásica. Estudios latinos”, 20, 2, 2002, pp. 340-344, cerco aiuto in Robert Duncan Brown, Lucretius on Love and Sex: A Commentary on De Rerum Natura IV, 1030-1287, Brill, Leiden, 1987, specialmente le pp. 128 ss. e 280 ss.
Altre cosine - tra cui il commento di A. S. Hollis all’Ars amatoria di Ovidio (Oxford 1977) e altre di cui dico infra - non le ho potute vedere. Ma ce n’è già abbastanza.
Ancora una premessa: sarà poco più che un’accozzaglia di testi - molti testi. Ma un’accozzaglia che parla da sola.
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Commento
8 Febbraio 2008, 00.05
Rifonderò quanto segue nelle pagine dedicate alla “traduzione contrastiva”… ma intanto fa piacere trovare conferma a quanto stavo meditando.
Trovo infatti in Antonia Piva, Didattica dei generi letterari: la poesia, Modulo 8 del master in Didattica della lingua latina, ScuolaIaD - Università di Roma Tor Vergata, s.d., pp. 33 ss., un capitoletto intitolato “Un’utile strategia: la traduzione contrastiva”, da cui stralcio:
Per sviluppare le competenze di traduzione intesa come comprensione, selezione, gusto, una grande efficacia didattica viene dalla cosiddetta traduzione contrastiva.
Questo metodo, particolarmente utile nel triennio, è assai remunerativo nella fruizione del testo poetico, proprio mediante l’attività di traduzione.
Con la traduzione contrastiva, si abbassa il timore da prestazione e si elevano le capacità esegetiche degli studenti, in una sorta di emulazione coi “traduttori professionisti”. Solo apparentemente più facile delle consuete prove di traduzione – l’allievo pensa sia impossibile sbagliare –, essa serve a fondere educazione linguistica ed educazione letteraria, elevando progressivamente le competenze degli allievi. Infatti, lungi dall’abbassare le capacità di traduzione “tradizionale” le aumenta, poiché lo studente interiorizza le problematiche della traduzione. È dunque una strategia eminentemente metacognitiva; può essere utilizzata anche per rilanciare la motivazione.
Va impostata con laboratori in classe, anche di gruppo; solo in un secondo momento, chiarita la scaletta operativa e le finalità, si daranno lavori domestici e, da ultimo, verifiche in classe.
- Si propone un testo di rilevante valore artistico, accompagnato da almeno quattro traduzioni d’autore, anche di epoche diverse, anche con proposte straniere.
- Si legge il testo latino e le traduzioni offerte, con una prima lettura complessiva
- Si segmenta il testo latino, raffrontando le diverse proposte di traduzione, per selezionare e scartare di volta in volta le loro proposte
- Si arriva a una prima traduzione mediata, sulla scorta, cioè, dei punti in cui le diverse traduzioni si mostrano più adeguate
- Da questa falsariga, si arriva a una traduzione autonoma
- È possibile accompagnare la traduzione con un commento che chiarisca e giustifichi le proprie soluzioni e dia una valutazione sul grado di adeguatezza e personalizzazione delle “traduzioni ufficiali”.
- È possibile offrire allo studente delle domande-guida per sviluppare la scheda di cui al punto 6.
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