Archivio della categoria ‘Classics’.

Actitud estatuaria y augusta

Augusto di Prima Porta (12-8 a.C.)

Augusto Pérez in posa:

Al aparecer Augusto a la puerta de su casa extendió el brazo derecho, con la mano palma abajo y abierta, y dirigiendo los ojos al cielo quedóse un momento parado en esta actitud estatuaria y augusta. No era que tomaba posesión del mundo exterior, sino era que observaba si llovía. Y al recibir en el dorso de la mano el frescor del lento orvallo frunció el sobrecejo. Y no era tampoco que le molestase la llovizna, sino el tener que abrir el paraguas. ¡Estaba tan elegante, tan esbelto, plegado y dentro de su funda! Un paraguas cerrado es tan elegante como es feo un paraguas abierto.

(Miguel de Unamuno [1864-1936], incipit di Niebla, 1914)



Cogli la rosa (1)

Robert Doisneau, Raymond Queneau (1956)

Sterminato è il mare di carpe diem – dai prototipi sino a Ricardo Reis e persino allo pseudo-Neruda di Muere lentamente, che tanto piacque a Mastella:

¡Vive hoy!
¡Arriesga hoy!
¡Hazlo hoy!

Dopo il carpe malum, proviamo a isolare da questo mare il τόπος, ben più frequente, del carpe florem. Attenzione: non potendo cogliere tutte le rose letterarie, ci dedicheremo solo a quelle che caratterizzano il topico invito ad amare, prima che la bellezza sfiorisca. Come scrive Giovanni Pozzi,

Il materiale letterario accumulatosi intorno al soggetto della rosa può esser raggruppato quasi per intero intorno alle due motivazioni del colore e della transitorietà. Il figurato toccato dalla relazione analogica del colore è quasi esclusivamente il viso et quidem nei due dettagli delle guance e della bocca; il figurato messo in luce dalla motivazione della transitorietà è il contrasto tra fiorire e avvizzire, o meglio, l’imprevedibilità dell’avvizzire quando si hanno gli occhi sulla gloria del fiorire.

(Giovanni Pozzi, Temi, τόποι, stereotipi, in Letteratura italiana. III. Le forme del testo. 1. Teoria e poesia, Einaudi, Torino, 1984, p. 394)

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Scaglia la mela


Raccolgo un suggerimento di Gabriel Laguna che, sul suo blog Tradición Clásica, accosta un video trovato su YouTube (è Mould, di Alasdair Fitz-Desorgher) a due epigrammi dell’Antologia Palatina.

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Antinoo, chi era costui?

Antinoo, capo dei Proci?

Antinoo. Capo dei Proci, principi achei che, in assenza del re di Itaca, tentano in ogni modo di usurpargli il trono sposandone la moglie. Bivaccano nella reggia di Ulisse, compiendo ogni sorta di prepotenze, in attesa che Penelope si decida a scegliere tra loro uno sposo.

Immagine e didascalia vengono da Anna Tancredi - Patrizia Bugiani - Tea Noja, Letture in primo piano, vol. 1, Garzanti Scuola, Novara, 2005, p. 230.

Beninteso: un ottimo manuale per la scuola media, di cui anzi riparleremo. E se cerco peli nell’uovo ce ne sera que par rys

Ma Cristina Colombo, responsabile delle ricerche iconografiche, ha confuso l’uno per l’altro Antinoo.

Tacito?

L'eruzione del Vesuvio, brano pseudotacitiano di G. Brothier

Lodovico Griffa, Il nuovo Latina Lectio. Versioni latine per il triennio, Petrini, Novara, 2007, è un prodotto scolastico collaudato e senza dubbio interessante, di cui prima o poi dovremo riparlare a proposito di “analisi contrastiva di traduzioni”.

Non è per accrescere la Foire aux cancres né per esporre al ludibrio l’onesto lavoro di Griffa. Ma oggi l’editoria scolastica pubblica e ripubblica con troppa fretta. Un esempio?

Ergo in primis auctoritatem pecuniae demito (Sall. Ep. ad Caes. I, 7)

non si può chiosare, per aiutare lo studente, “Demito: voce del verbo demittere, ma non è il presente indicativo” (vol. A, p. 455)… Sallustio sembra proprio destinato a questo genere di castronerie.

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Otto di centouno

Poesie di Cajo Valerio Catullo ... volgarizzate dal cavalier Tommaso Puccini, Pisa 1815 (frontespizio)

Ho finalmente sotto gli occhi, dalla Biblioteca Malatestiana per impagabile intercessione di Chaim, queste Poesie di Cajo Valerio Catullo veronese scelte e purgate, volgarizzate dal cavalier Tommaso Puccini di Pistoja, Pisa, con i caratteri dei fratelli Amoretti, MDCCCXV.

Dunque non era Giacomo, ma Tommaso Puccini (1749-1811), direttore delle Gallerie fiorentine, sovrintendente alle Belle Arti e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. L’edizione, postuma, è curata dal fratello Giuseppe Puccini e dedicata a Ferdinando III di Toscana.

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Sette di centouno

Giuseppe Pietro Mazzola, Giuseppe Parini, 1793, pastello su carta

Questa mi era proprio sfuggita, e va a rimpolpare il Progetto Centouno fermo da più di un anno:

Per molte genti e molti mar condotto,
o mio germano, finalmente io sono
a quest’esequie miserande addotto,
per far l’ultimo a te funebre dono.

E poiché te medesmo a me non buono
destino ahi tolse, e ‘l tuo bel stame ha rotto
indegnamente, oimè, vo’ dir qui prono
su la tacita polve un vano motto.

Questi doni però tu accogli intanto,
che ne’ funebri sacrificii offrio
de’ maggiori il costume antico e santo.

Questi accogli pur tu; ch’assai del mio
sono grondanti ancor fraterno pianto;
e addio per sempre, o mio germano, addio.

(Catullo, carme 101, traduzione di Giuseppe Parini [1729-1799], da Opere di Giuseppe Parini pubblicate e illustrate da Francesco Reina, Stamperia del Genio Tipografico, Milano, 1802, vol. III, p. 189)

La traduzione era già comparsa come componimento XXXVI in Alcune poesie di Ripano Eupilino (1752); ma la ristampa del 1802 fu sotto gli occhi di Foscolo che si accingeva a Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo e ne diede un giudizio poco lusinghiero (”tentata in un sonetto dal Parini non con l’usata felicità”).

Στέργε τὰ νῦν

La navicula Bacchi di Egon Gottwein è una vera miniera (non l’ho scoperta io: vedi per esempio Luciano Favini, “Internet per i lirici greci”, in Papers of Perugia Convention 06.26.2006. Greek and Latin in the Digital Era, pp. 5-6). Tra le altre preziosità, trascelgo questa traduzione che ben riproduce l’asclepiadeo quinto di Hor. Carm. I 11:

Frag nicht, Leuconoe, - wissen ist Fluch - was Götter mir, was dir
ausersehen an Zeit. Frage auch nicht Babylons weisen Rat,
vielbedeutende Zahl. Besser ist’s doch dulden, was kommen mag!
Ob dir Jupiter gibt Winter noch mehr oder als letzten, der
Jetzt mit trotzendem Fels, schützender Wehr, bricht des Tyrrhenums Sturm:
Sei du weise und klug, kläre den Wein, kürze die Sehnsucht ein,
auf ein sinnvolles Maß. Flüchtige Zeit neidet uns weiter noch
Worte. Sieh, welch ein Tag! Wähne doch nicht morgigen Tages Last!

(traduzione di un altrimenti ignoto Bernhard Zapp, cit. da Egon Gottwein in navicula Bacchi)

Ma il vero gioiello è questa pseudo-retroversione in greco:

Μὴ σὺ δίζεο (μὴ γὰρ θέμις ᾖ), σοὶ τίν’, ἐμοί τινα
Αἶσα νῆσε μόρον, Λευκονόη, μὴ Βαβυλωνίων
πειρῶ δ’ ἀστρολόγων· ὅττι κεν ᾖ, λωΐτερον παθεῖν,
χειμῶνας πλέονας δῶσι θεοί, ἠὲ πανύστατον,
ὅς τε νῦν κλονέει πρὸς σκοπελοῖς ὀκριόεσσ’ ἅλα
Τυρρηνῶν· φρονέουσ’ οἰνοχόει· μηδὲ βραχεῖ βίῳ
μακρά γ’ ἔλπε’· ἐν ᾧ γαρύομεν, πρὸ φθονερὸς φύγῃ
αἰών· στέργε τὰ νῦν, τοῖς ὀπίσω μὴ πισύνη ποτέ.

(traduzione anonima, da Franz Joseph Göller [a cura di], Metaphraseis. Sammlung von Übersetzungen ins Griechische, Bachem, Köln, 1825, p. 59)

È fin troppo ovvio che anche questi materiali finiranno nella collezione di “traduzioni contrastive” - sed de hoc alias viderimus.

Da Platone a Da Ponte

Virgilio Lazzari, celebre Leporello degli anni '30

Mi lascio intrigare da Antonia Piva, “Madamina il catalogo è questo. Il testo al centro: Mozart, Plauto, Ovidio”, in Ead., L’adozione rovesciata. Pedagogia e didattica dei classici, Osanna, Venosa, 2008, pp. 69-99, contamino con Michael von Albrecht, Fortuna europea de Lucrecio, “Cuadernos de Filología Clásica. Estudios latinos”, 20, 2, 2002, pp. 340-344, cerco aiuto in Robert Duncan Brown, Lucretius on Love and Sex: A Commentary on De Rerum Natura IV, 1030-1287, Brill, Leiden, 1987, specialmente le pp. 128 ss. e 280 ss.

Altre cosine - tra cui il commento di A. S. Hollis all’Ars amatoria di Ovidio (Oxford 1977) e altre di cui dico infra - non le ho potute vedere. Ma ce n’è già abbastanza.

Ancora una premessa: sarà poco più che un’accozzaglia di testi - molti testi. Ma un’accozzaglia che parla da sola.

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Romanes eunt domus

Questa interrogazione di latino contiene sicuramente il ricordo di quanto i Monty Python dovettero subire a Oxford o Cambridge. Nonostante il piccolo errore sul locativo, è un capolavoro dell’umorismo demenziale.

L’effetto comico nasce dal fatto che ci aspettiamo dal centurione un approccio testuale, non certo un approccio grammaticale… ne possiamo trarre qualche insegnamento?

CENTURION:
What’s this, then? ‘Romanes Eunt Domus’? ‘People called Romanes they go the house’?
BRIAN:
It– it says, ‘Romans, go home’.
CENTURION:
No, it doesn’t. What’s Latin for ‘Roman’? Come on!
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Vanitas pompeiana

Vanitas pompeiana (Museo Archeologico Nazionale, Napoli)

Un mosaico tira l’altro. Accogliamo dunque anche questa celebre allegoria in Secondo stile (opus vermiculatum, 47×41 cm, dal triclinio della bottega 5,2 della I Regio, ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, inv. 109982).

Su una ruota a sei raggi è posata una farfalla; corona l’insieme un teschio umano (forse modellato sul teschio di una scimmia), a sua volta sovrastato da un archipendolo (libella) che regge a sinistra una porpora con scettro, a destra una veste lacera con bastone e bisaccia.

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Bossi gives the finger

Banner pubblicitario dal sito italiano di Ryanair

Giusto per restare in tema di gestacci

Ryanair risponde allo scandalo Alitalia con un banner, che contestualizza così (sia pure con usi ortografici tutti anglosassoni):

Alitalia Riceve un altro Aiuto di Stato Illegale da €300 Milioni

RYANAIR PRESENTA UN RECLAMO SUGLI AIUTI DI STATO ALL’UNIONE EUROPEA

Ryanair, la compagnia aerea N° 1 in Europa per tariffe basse, oggi (24 aprile), fa appello alla Commissione Europea per fermare un ulteriore aiuto di stato illegale da €300 milioni ad Alitalia. Alitalia ha già ricevuto più di 5 miliardi di euro in aiuti di stato illegali, ma la Commissione Europea, come sempre nel caso di compagnie di bandiera, chiude un occhio e fa finta di niente. Senza tali aiuti di stato illegali, Alitalia, che perde quasi un milione di euro al giorno, sarebbe fallita anni fa.
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Uomini delle caverne

Cagliari, Necropoli di Sant'Avendrace - foto di Édouard Delessert (1854)

Cagliari, abitazioni nei dintorni (Necropoli di Sant’Avendrace), foto di Édouard Delessert (1854) (da Sardegna Digital Library).

Una cartolina da Tuvixeddu

Tuvixeddu (Cagliari) - Tombe puniche a pozzo con camera ipogeica

Dibattuto tra la definizione del “percorso epigrafico-funerario” e le capatine tra le tombe romane di Tuvixeddu, incappo nella nutrita serie di interventi di SeuDeu. Salviamo il salvabile, con replica anche nel blog dedicato, Tuvixeddu & dintorni.

Faccio un po’ fatica a leggere bianco su nero, ma in realtà il polemico Anonimo (facilmente identificabile in G.G.) la mette giù nero su bianco. La sua posizione “pro Cualbu” può dare fastidio, può essere strumentalizzabile, ma di sicuro non è preconcetta (la dice tutta il motto “Diffido di chi ha sempre una verità in tasca”). Non ha torto, per esempio, ad affermare che

la realtà di Tuvixeddu è un’altra: è stato un ring dove si è svolto uno scontro tra poteri e dove la sacralità del luogo e le sue sopravvissute vestigia non interessavano a nessuno. Erano soltanto un paravento.

E in ogni caso SeuDeu fa un ottimo lavoro di informazione e controinformazione.

Gli rubo la foto qui sopra (dall’articolo Tuvixeddu: da dove escono i documenti). E se qualcosa posso lamentare, è proprio la mancata pubblicazione di quel ricco apparato di documenti e immagini che l’Anonimo ha sicuramente tra le mani.

Cito - con tagli brutali - Giorgio Todde:

L’8 ottobre del 1942 un aereo americano vola su Cagliari. Volano di continuo. Fanno mappe fotografiche della città, tutta divisa in settori. Il Poetto e le sue linee di battigia, il rione di Castello, la Marina, il porto e le ferrovie. La mappa serve da preparazione ai bombardamenti sanguinosi del ‘43.
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Di pensiero in pensier, di font in font

Blocchi per il piccolo grecista

Per l’uso di fonts greci, se non ti basta il tutorial su CIRCE (di Annarella Perra, Tony Smith e Julian Morgan), passa all’approfondita scheda su docentipuntoorg (sempre di Annarella Perra).

Ma se cerchi uno strumento pratico e veloce, a disposizione dovunque tu sia, prova il “Greek Font to Unicode Converter” su Meander’s Nod. Va benissimo, ad esempio, per convertire il maledetto font del Thesaurus Linguae Graecae (TLG) in Unicode.