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	<title>Commenti a: Analisi contrastiva di traduzioni</title>
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	<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 18:31:27 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Catalepton</title>
		<link>http://catalepton.altervista.org/analisi-contrastiva-di-traduzioni/#comment-5127</link>
		<dc:creator>Catalepton</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 16:57:11 +0000</pubDate>
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		<description>Professor Portolano,
la sua pazienza e la sua pervicacia nel sostenere la "creatura prediletta" meritavano certo ben maggiore attenzione da parte mia. 
Un po' per imbarazzo, un po' per la stanchezza con cui trascino questo blog, non ho trovato sinora il modo per risponderle come merita.
Le garantisco che lo stato di semiabbandono in cui versano queste pagine non dimostra affatto quanto e quanto vivo sia il mio interesse per la "contrastiva"; e le prometto che la sua autorevolissima (insisto) attenzione non sarà vana: non poteva darmi più forte stimolo a proseguire.
Grazie ancora.
Per il momento, le assicuro immediata risposta in privato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Professor Portolano,<br />
la sua pazienza e la sua pervicacia nel sostenere la &#8220;creatura prediletta&#8221; meritavano certo ben maggiore attenzione da parte mia.<br />
Un po&#8217; per imbarazzo, un po&#8217; per la stanchezza con cui trascino questo blog, non ho trovato sinora il modo per risponderle come merita.<br />
Le garantisco che lo stato di semiabbandono in cui versano queste pagine non dimostra affatto quanto e quanto vivo sia il mio interesse per la &#8220;contrastiva&#8221;; e le prometto che la sua autorevolissima (insisto) attenzione non sarà vana: non poteva darmi più forte stimolo a proseguire.<br />
Grazie ancora.<br />
Per il momento, le assicuro immediata risposta in privato.</p>
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		<title>Di: Antonio Portolano</title>
		<link>http://catalepton.altervista.org/analisi-contrastiva-di-traduzioni/#comment-5106</link>
		<dc:creator>Antonio Portolano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 17:52:41 +0000</pubDate>
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		<description>Carissimi, insisto nel segnalare che a richiesta e dietro fornitura del solo indirizzo posso mandare una videocassetta con una lezione sulla contrastiva utile per esempi e chiarimenti. In particolare alla collega che vorrebbe lavorare sulle lingue straniere suggerisco di insistere per farne almeno un capitolo del suo lavoro.Essendo ovviamente nella condizione di spirito del vecchio nonno rispetto alla creatura prediletta (a scanso di equivoci, sto parlando della contrastiva...) sono disponbile ad aiutare chiunque voglia occuparsene. Per cui autorizzo la pubblicazione del mio indirizzo di posta elettronica ed anche di un mio recapito telefonico (330/288207) peraltro reperibile anche presso qualche casa editrice. Cordialmente.Antonio Portolano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi, insisto nel segnalare che a richiesta e dietro fornitura del solo indirizzo posso mandare una videocassetta con una lezione sulla contrastiva utile per esempi e chiarimenti. In particolare alla collega che vorrebbe lavorare sulle lingue straniere suggerisco di insistere per farne almeno un capitolo del suo lavoro.Essendo ovviamente nella condizione di spirito del vecchio nonno rispetto alla creatura prediletta (a scanso di equivoci, sto parlando della contrastiva&#8230;) sono disponbile ad aiutare chiunque voglia occuparsene. Per cui autorizzo la pubblicazione del mio indirizzo di posta elettronica ed anche di un mio recapito telefonico (330/288207) peraltro reperibile anche presso qualche casa editrice. Cordialmente.Antonio Portolano</p>
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		<title>Di: Catalepton</title>
		<link>http://catalepton.altervista.org/analisi-contrastiva-di-traduzioni/#comment-4985</link>
		<dc:creator>Catalepton</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 17:17:50 +0000</pubDate>
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		<description>Beltane ha scritto:
&lt;blockquote&gt;
Ma..ci conosciamo?
&lt;/blockquote&gt;
Non saprei, Contessa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beltane ha scritto:</p>
<blockquote><p>
Ma..ci conosciamo?
</p></blockquote>
<p>Non saprei, Contessa.</p>
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		<title>Di: Beltane</title>
		<link>http://catalepton.altervista.org/analisi-contrastiva-di-traduzioni/#comment-4984</link>
		<dc:creator>Beltane</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 17:00:35 +0000</pubDate>
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		<description>Ma..ci conosciamo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma..ci conosciamo?</p>
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		<title>Di: Francesca</title>
		<link>http://catalepton.altervista.org/analisi-contrastiva-di-traduzioni/#comment-4536</link>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 17:12:22 +0000</pubDate>
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		<description>Salve! sono una studentessa in lingue, sto raccogliendo delle idee per la mia tesi di laurea e tra queste ci sarebbe anche quella di fare un'analisi contrastiva di testi stranieri, in particolare poesie,e diverse traduzioni italiane,se presenti.La mia prof non mi sembra molto entusiasta, voi che ne pensate?? secondo voi è fattibile??? scusate se mi rivolgo a voi ma in quanto prof forse potreste darmi qualche consiglio! grazie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve! sono una studentessa in lingue, sto raccogliendo delle idee per la mia tesi di laurea e tra queste ci sarebbe anche quella di fare un&#8217;analisi contrastiva di testi stranieri, in particolare poesie,e diverse traduzioni italiane,se presenti.La mia prof non mi sembra molto entusiasta, voi che ne pensate?? secondo voi è fattibile??? scusate se mi rivolgo a voi ma in quanto prof forse potreste darmi qualche consiglio! grazie!</p>
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		<title>Di: Caterina Piconese</title>
		<link>http://catalepton.altervista.org/analisi-contrastiva-di-traduzioni/#comment-4323</link>
		<dc:creator>Caterina Piconese</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 18:06:49 +0000</pubDate>
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		<description>Mi piacerebbe sapere quali siano i prerequisiti necessari all'alunno per poter lavorare con la traduzione contrastiva. Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piacerebbe sapere quali siano i prerequisiti necessari all&#8217;alunno per poter lavorare con la traduzione contrastiva. Grazie</p>
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		<title>Di: Antonio Portolano</title>
		<link>http://catalepton.altervista.org/analisi-contrastiva-di-traduzioni/#comment-3325</link>
		<dc:creator>Antonio Portolano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2009 13:28:12 +0000</pubDate>
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		<description>Sono sempre il Portolano (non nautico) del problema contrastiva originale. Non mi sento affatto autorevolissimo, ma sono comunque quello che da più tempo "sbatte" sulle possibilità di questo metodo. Vorrei ricordare in primo luogo che nel libro di Staraz e Japoce (all'epoca gli ispettori, come me, pur considerati portatori di specifica esperienza didattica, per un'assurda norma non potevano firmare testi scolastici...) c'è una mia griglia operativa, dalla quale discende lo schema della Piva e che nella sua esssenzialità e schematicità può essere utile da tener presente. Vorrei poi ricordare che posso fornire a qualcuno (pochi) copia della cassetta televisiva con una mia lezione sull'argomento di circa 30', niente di speciale, ma forse utile. Infine ricordo che nel'ottica del coinvolgimento dei ragazzi si possono tentare anche ad un certo punto alcune operazioni ludiche: a)- prendere la prima parola dala prima traduzione disponbile, la seconda dalla seconda, la terza dalla terza e così via: ovviamente si ottengono risultati assurdi e spesso divertenti; b)- prendere tutti i sostantivi dalla prima traduzione disponibile, tutti gli aggettivi dalla seconda, tutti  verbi dalla terza: anche in questo caso i risultati sono assurdi e spesso ameni. Per una qualche misteriosa vendetta del testo assai spesso la traduzione che viene fuori si aggira nei campi semantici dell'osceno, con ovvio divertimento dei ragazzi. Ma di giochi e giochetti se ne possono fare anche altri, e tutti portano poi comunque ad un approfondimento del testo e alla sua corretta interpretazione. Come giustamente ha osservato qualcuno di voi non si propone la "traduzione", ma la stessa molteplicità delle traduzioni proposte le mette in crisi tutte e autorizza/incoraggia il giovane lettore a proporre la sua, senza timori reverenziali. Mi è capitato più volte di vedere ragazzini che appassionatamente mettevano in discussione traduzioni prestigiose. Uno dei traduttori più discussi risultava Quasimodo. A parte il fatto che ci si potrebbe sempre ricordare che si può capire un'epoca da come traduce, per cui il confronto tra traduzioni di epoche diverse può suggerire chiavi interpretative del senso culturale delle varie epoche o almeno del loro approccio con la classicità. Antonio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre il Portolano (non nautico) del problema contrastiva originale. Non mi sento affatto autorevolissimo, ma sono comunque quello che da più tempo &#8220;sbatte&#8221; sulle possibilità di questo metodo. Vorrei ricordare in primo luogo che nel libro di Staraz e Japoce (all&#8217;epoca gli ispettori, come me, pur considerati portatori di specifica esperienza didattica, per un&#8217;assurda norma non potevano firmare testi scolastici&#8230;) c&#8217;è una mia griglia operativa, dalla quale discende lo schema della Piva e che nella sua esssenzialità e schematicità può essere utile da tener presente. Vorrei poi ricordare che posso fornire a qualcuno (pochi) copia della cassetta televisiva con una mia lezione sull&#8217;argomento di circa 30&#8242;, niente di speciale, ma forse utile. Infine ricordo che nel&#8217;ottica del coinvolgimento dei ragazzi si possono tentare anche ad un certo punto alcune operazioni ludiche: a)- prendere la prima parola dala prima traduzione disponbile, la seconda dalla seconda, la terza dalla terza e così via: ovviamente si ottengono risultati assurdi e spesso divertenti; b)- prendere tutti i sostantivi dalla prima traduzione disponibile, tutti gli aggettivi dalla seconda, tutti  verbi dalla terza: anche in questo caso i risultati sono assurdi e spesso ameni. Per una qualche misteriosa vendetta del testo assai spesso la traduzione che viene fuori si aggira nei campi semantici dell&#8217;osceno, con ovvio divertimento dei ragazzi. Ma di giochi e giochetti se ne possono fare anche altri, e tutti portano poi comunque ad un approfondimento del testo e alla sua corretta interpretazione. Come giustamente ha osservato qualcuno di voi non si propone la &#8220;traduzione&#8221;, ma la stessa molteplicità delle traduzioni proposte le mette in crisi tutte e autorizza/incoraggia il giovane lettore a proporre la sua, senza timori reverenziali. Mi è capitato più volte di vedere ragazzini che appassionatamente mettevano in discussione traduzioni prestigiose. Uno dei traduttori più discussi risultava Quasimodo. A parte il fatto che ci si potrebbe sempre ricordare che si può capire un&#8217;epoca da come traduce, per cui il confronto tra traduzioni di epoche diverse può suggerire chiavi interpretative del senso culturale delle varie epoche o almeno del loro approccio con la classicità. Antonio</p>
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		<title>Di: Catalepton</title>
		<link>http://catalepton.altervista.org/analisi-contrastiva-di-traduzioni/#comment-2525</link>
		<dc:creator>Catalepton</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 19:41:30 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Dora, 

il tuo intervento e quello autorevolissimo di Antonio Portolano sono lo stimolo definitivo a tornare su questi appunti così disordinati. Essi non rendono affatto conto del lavorio che sto conducendo su questi temi, e che prometto di sistemare entro qualche settimana. 
Devo anzitutto chiarire che gli "appunti" qui sopra risalgono a un momento in cui non avevo ancora tra le mani il volume di Japoce-Staraz, con l'introduzione di Portolano e le note metodologiche delle due autrici, che sono un punto di riferimento imprescindibile, una guida solida e una miniera di suggerimenti. Il volume è purtroppo introvabile (lo puoi richiedere alla Biblioteca Universitaria di Padova). Nel riprendere la questione bisogna (ri)partire da lì.
Gli incoraggiamenti non sono mancati, primo tra tutti quello di Antonia Piva, che quasi un anno fa mi scriveva: 
&lt;blockquote&gt;
Quanto alla contrastiva, dagli interventi registrati mi pare un po' come l'araba fenice, è quella cosa che tutti affermano di conoscere ma dove stia di casa e, soprattutto, da quanto ci stia... sembra meno certo e noto (forse perche la didattica disciplinare, in Italia, non ha ancora un suo condiviso statuto di riferimento, anche per l'urgenza, a tratti episodica, delle scuole di specializzazione).
Mi pare importante sottolineare e condividere che essa non è meramente una tecnica traduttiva (ancor meno un accesso anti-techne al tradurre), ma un percorso di ermeneutica filologica. Comunque, il suo inserimento nella pratica scolastica (quella, cioè, finalizzata all'apprendimento certificabile) è discorso meno praticato.
Ho, cioè, il timore, che essa o non sia conosciuta o sia registrata in quei "fuori pista" scolastici tra i quali stanno, variamente (mi perdoni la secchezza), la giornata della memoria e la simulazione della terza prova, gagliarde occasioni di innovazione mai del tutto portate a regime.
Lavorare sui metodi di valutazione alla contrastiva è senz'altro risolutivo, così come riflettere sugli autentici obiettivi di apprendimento/insegnamento. Non vorrei essere d'un tratto cartesiana, ma non è più procrastinabile l'intersezione tra obiettivi e metodi.
Potrebbe essere utile che lei, col suo blog, raccogliesse non solo e non tanto materiale contrastivo a monte (= traduzioni d'autore), ma soprattutto a valle, cioè le prove erogate in classe ed i prodotti degli studenti. Non meno significativa sarebbe la riflessione sui metodi attivi-cooperativi applicati alla traduzione. E, persino, la validità della contrastiva per la metacognizione grammaticale. 
&lt;/blockquote&gt;
Dalle parole di Antonia Piva emergono, secondo me, tutti i nodi e tutte le potenzialità dell'analisi contrastiva. Anche se è una metodologia ben formalizzata e relativamente diffusa (come diceva Massimo Manca), resta un po' troppo "fuori pista". Io partirei dal suggerimento di "lavorare sui metodi di valutazione alla contrastiva" e "riflettere sugli autentici obiettivi di apprendimento/insegnamento", e - esperimento dopo esperimento - inizio a intravvedere spiragli di "successo formativo". 
Ne riparleremo tra breve. Promesso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Dora, </p>
<p>il tuo intervento e quello autorevolissimo di Antonio Portolano sono lo stimolo definitivo a tornare su questi appunti così disordinati. Essi non rendono affatto conto del lavorio che sto conducendo su questi temi, e che prometto di sistemare entro qualche settimana.<br />
Devo anzitutto chiarire che gli &#8220;appunti&#8221; qui sopra risalgono a un momento in cui non avevo ancora tra le mani il volume di Japoce-Staraz, con l&#8217;introduzione di Portolano e le note metodologiche delle due autrici, che sono un punto di riferimento imprescindibile, una guida solida e una miniera di suggerimenti. Il volume è purtroppo introvabile (lo puoi richiedere alla Biblioteca Universitaria di Padova). Nel riprendere la questione bisogna (ri)partire da lì.<br />
Gli incoraggiamenti non sono mancati, primo tra tutti quello di Antonia Piva, che quasi un anno fa mi scriveva: </p>
<blockquote><p>
Quanto alla contrastiva, dagli interventi registrati mi pare un po&#8217; come l&#8217;araba fenice, è quella cosa che tutti affermano di conoscere ma dove stia di casa e, soprattutto, da quanto ci stia&#8230; sembra meno certo e noto (forse perche la didattica disciplinare, in Italia, non ha ancora un suo condiviso statuto di riferimento, anche per l&#8217;urgenza, a tratti episodica, delle scuole di specializzazione).<br />
Mi pare importante sottolineare e condividere che essa non è meramente una tecnica traduttiva (ancor meno un accesso anti-techne al tradurre), ma un percorso di ermeneutica filologica. Comunque, il suo inserimento nella pratica scolastica (quella, cioè, finalizzata all&#8217;apprendimento certificabile) è discorso meno praticato.<br />
Ho, cioè, il timore, che essa o non sia conosciuta o sia registrata in quei &#8220;fuori pista&#8221; scolastici tra i quali stanno, variamente (mi perdoni la secchezza), la giornata della memoria e la simulazione della terza prova, gagliarde occasioni di innovazione mai del tutto portate a regime.<br />
Lavorare sui metodi di valutazione alla contrastiva è senz&#8217;altro risolutivo, così come riflettere sugli autentici obiettivi di apprendimento/insegnamento. Non vorrei essere d&#8217;un tratto cartesiana, ma non è più procrastinabile l&#8217;intersezione tra obiettivi e metodi.<br />
Potrebbe essere utile che lei, col suo blog, raccogliesse non solo e non tanto materiale contrastivo a monte (= traduzioni d&#8217;autore), ma soprattutto a valle, cioè le prove erogate in classe ed i prodotti degli studenti. Non meno significativa sarebbe la riflessione sui metodi attivi-cooperativi applicati alla traduzione. E, persino, la validità della contrastiva per la metacognizione grammaticale.
</p></blockquote>
<p>Dalle parole di Antonia Piva emergono, secondo me, tutti i nodi e tutte le potenzialità dell&#8217;analisi contrastiva. Anche se è una metodologia ben formalizzata e relativamente diffusa (come diceva Massimo Manca), resta un po&#8217; troppo &#8220;fuori pista&#8221;. Io partirei dal suggerimento di &#8220;lavorare sui metodi di valutazione alla contrastiva&#8221; e &#8220;riflettere sugli autentici obiettivi di apprendimento/insegnamento&#8221;, e - esperimento dopo esperimento - inizio a intravvedere spiragli di &#8220;successo formativo&#8221;.<br />
Ne riparleremo tra breve. Promesso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Dora</title>
		<link>http://catalepton.altervista.org/analisi-contrastiva-di-traduzioni/#comment-2463</link>
		<dc:creator>Dora</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 19:58:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://catalepton.altervista.org/materiali-per-lanalisi-contrastiva/#comment-2463</guid>
		<description>Ho letto  l'introduzione sulla traduzione contrastiva e ne sono rimasta affascinata,non riesco però a passare in classe la metodologia perchè i ragazzi sottovalutano l'impegno di analisi e dopo un paio di testi cominciano a produrre testi taglia e incolla in modo acritico.Mi risulta sempre difficile il momento valutativo,non riesco bene a sistematizzare il valore delle scelte operate.Potrei avere qualche indicazione in proposito? Grazie .Insegno in un liceo scientifico,anche questo va detto in quanto non è facile far accettare lo studio del latino,almeno nel l'istituto in cui lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto  l&#8217;introduzione sulla traduzione contrastiva e ne sono rimasta affascinata,non riesco però a passare in classe la metodologia perchè i ragazzi sottovalutano l&#8217;impegno di analisi e dopo un paio di testi cominciano a produrre testi taglia e incolla in modo acritico.Mi risulta sempre difficile il momento valutativo,non riesco bene a sistematizzare il valore delle scelte operate.Potrei avere qualche indicazione in proposito? Grazie .Insegno in un liceo scientifico,anche questo va detto in quanto non è facile far accettare lo studio del latino,almeno nel l&#8217;istituto in cui lavoro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonio Portolano</title>
		<link>http://catalepton.altervista.org/analisi-contrastiva-di-traduzioni/#comment-1720</link>
		<dc:creator>Antonio Portolano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 18:07:21 +0000</pubDate>
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		<description>Sono l'Antonio Portolano autore del saggio introduttivo al Iapoce Staraz, &lt;em&gt;La traduzione contrastiva&lt;/em&gt;. Per primo ho "formalizzato" la possibilità di usare più traduzioni per arrivare a tradurre ma anche, e soprattutto, per imparare a tradurre. Antonia Piva è una mia (bravissima) allieva, segue nel suo libro abbastanza puntualmente il mio saggio ovviamente precedente. Gli altri, e non sono solo quelli ctati, vengono dopo. Sono veramente felice che una tecnica alla quale credo molto cominci ad essere apprezzata e diffusa. In un pacchetto multimediale per l'aggiornamento dei docenti di latino c'è una mia lunga lezione televisiva sull'argomento. Dovrebbe essere disponibile presso i Licei Classici. Se qualcuno è interessato e non riesce a trovarla credo di averne ancora qualche copia. Ovviamente anche la lezione è anteriore a Piva e agli altri. Buon lavoro a tutti. Antonio Portolano.
P.s. Del &lt;em&gt;carpe diem&lt;/em&gt; isolatamente considerato credo di avere un centinaio di traduzioni, ed ho anche una traduzione musicale (modernissima) di Horat. I, 11, di due miei allievi dell'Accademia del Teatro Bellini di Napoli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono l&#8217;Antonio Portolano autore del saggio introduttivo al Iapoce Staraz, <em>La traduzione contrastiva</em>. Per primo ho &#8220;formalizzato&#8221; la possibilità di usare più traduzioni per arrivare a tradurre ma anche, e soprattutto, per imparare a tradurre. Antonia Piva è una mia (bravissima) allieva, segue nel suo libro abbastanza puntualmente il mio saggio ovviamente precedente. Gli altri, e non sono solo quelli ctati, vengono dopo. Sono veramente felice che una tecnica alla quale credo molto cominci ad essere apprezzata e diffusa. In un pacchetto multimediale per l&#8217;aggiornamento dei docenti di latino c&#8217;è una mia lunga lezione televisiva sull&#8217;argomento. Dovrebbe essere disponibile presso i Licei Classici. Se qualcuno è interessato e non riesce a trovarla credo di averne ancora qualche copia. Ovviamente anche la lezione è anteriore a Piva e agli altri. Buon lavoro a tutti. Antonio Portolano.<br />
P.s. Del <em>carpe diem</em> isolatamente considerato credo di avere un centinaio di traduzioni, ed ho anche una traduzione musicale (modernissima) di Horat. I, 11, di due miei allievi dell&#8217;Accademia del Teatro Bellini di Napoli.</p>
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