“Razza?” “Umana”

Ellis Island, 1921: l'arrivo in USA di Einstein (dettaglio dalla lista dei passeggeri della Rotterdam)

“Einstein, quando cercò rifugio in America, dovette compilare un modulo. Alla voce: razza? rispose: umana.”

In una forma o nell’altra, questo aneddoto compare un po’ dappertutto - nei libri di storia, sulla stampa (cito infatti da un articolo di Enzo Biagi del 1992).

Wikiquote ne riporta una versione più raffinata:

Io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana.

e spiega che

Quando nel 1933 sbarcò negli Stati Uniti per trasferirvisi definitivamente, [Enstein] rispose così in un modulo da compilare datogli dai funzionari portuali di New York, che chiedeva a quale razza appartenesse.

L’autenticità della citazione è dubbia, e infatti su Wikiquote se ne discute:

Riguardo la frase “Conosco una sola razza, quella umana”, probabilmente non nasce come aforisma, ma penso sia il frutto di un episodio della sua vita che ho sentito citato varie volte, da più fonti. Pare che sul piroscafo che lo stava portando negli USA, dopo la fuga dalla Germania per le persecuzioni antisemite, compilando la carta per il permesso di soggiorno, abbia trovato la domanda: razza? E lui, contariato, abbia scritto: umana.–Michele Gardini 20:14, 14 mag 2007 (UTC)

Ricordo anch’io qualcosa del genere. Si può inserire l’aneddoto al posto della citazione, purché però si trovi una qualche fonte. Nemo 23:35, 15 mag 2007 (UTC)

In rete l’aneddoto è citatissimo, su carta stampata bisognerà trovare una sua biografia, appena la ho sottomano la riferirò come fonte.–Michele Gardini 21:19, 28 mag 2007 (UTC)

Va bene. Nemo 22:06, 28 mag 2007 (UTC)

Temo tuttavia che vada messa in discussione anche l’autenticità dell’episodio.  Fuori d’Italia, non c’è traccia di aneddoti del genere riferiti ad Einstein (e ciò riguarda anche Wikiquote: vedi per esempio la versione inglese).

Proviamo ad andare alla fonte: i manifests (”liste dei passeggeri”) delle navi che sbarcarono a Ellis Island tra il 1892 e il 1954. Li si può consultare su www.ellisisland.org.

Non ne possiamo trarre conclusioni incontrovertibili: non tutti gli immigrati passarono per Ellis Island. Troviamo traccia del primo arrivo di Einstein il 2 aprile 1921, a bordo della Rotterdam. Da allora in poi, i suoi viaggi in America dovettero essere frequenti sino al definitivo trasferimento a Princeton, nel 1933. E poiché Einstein divenne cittadino americano solo nel 1940, dovremmo trovare tracce del suo passaggio.

Invece c’è solo quel manifest del 1921 (qui le due pagine in versione integrale: 1 2), sul quale la risposta alla nostra domanda è molto più prosaica.

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Già che ci siamo, qualcuno ha voglia di approfondire l’evolversi delle “classificazioni razziali” applicate nel corso di cinquant’anni a Ellis Island? Nei manifests trovo ad esempio la distinzione tra “North Italian” (o semplicemente “Italian”) e “South Italian” - e torna ancora una volta a fagiolo il già citato Gli italiani sono bianchi? Come l’America ha costruito la razza, a cura di Jennifer Guglielmo e Salvatore Salerno, Il Saggiatore, Milano 2006.

Su Ellis Island, carino anche il minisito su History.com.

1 Commento

  1. Catalepton:

    In ogni caso se non è vero è ben trovato: vedi per es. Fred Jerome - Rodger Taylor, Einstein on Race and Racism, estratto dall’omonimo volume pubblicato dalla Rutgers University Press nel 2005.

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