Guardate bene, sardi
Noi siamo piccoli, noi siamo sardi
Piccoli uomini che fanno lunghi sguardi
Passano i secoli, con piccoli passi
Noi siamo piccoli però non siamo bassi
Non siamo bassi perché in cuore siamo scalzi
Non ci mettiamo né tacchi né rialzi
Noi stiamo zitti
Guardiamo il mare
Secoli fitti che si vedono arrivareArrivano dal mare
I soliti Baroni
Arrivano dal mare i Presidenti ed i Padroni
I sardi sono piccoli
I grandi sono fessi
I nomi son diversi ma i Baroni son gli stessi
Arriva da lontano per dirci chi votare
È un Barone
Non si riesce a moderare
I sardi sono arcaici
Con sopracciglia folte
Per farcelo capire lui ritorna nove volte
Cannoni di sorrisi
Granate di parole
Se siamo piccoli, però, perché ci vuole?
Se siamo piccoli, però, di che ha paura?Ha paura
Del mulo pelle scura
Ha paura
Dell’asino nascosto
Del cuore di quest’isola che sta in un altro posto
Di qualche spaccatura
Che sta nascendo altrove
Di qualche mulo che si sveglia e che si muove
Di qualche cosa che lo faccia moderare
Gli sappia fare guerra
Lo metta a piede in terra
Qualcosa che è lontana, che a Roma non si sente
Però quest’isola
È un altro continente…Noi siamo piccoli
Col pepe nelle vene
Noi siamo piccoli però guardiamo bene
Si va a votare
Da chi farci comandare
Però c’è un modo strano di rispondere ai comandi
Noi siamo piccoli
Ma abbiamo gli occhi grandi
Guardate bene, sardi
Io guardo e miro
Guardate bene, sardi
Io guardo e speroSe si può fare
Un presidente nero
Si può fare anche un presidente vero

Luca Nobile:
Grazie del link è molto bella
1 Marzo 2009, 01.43Catalepton:
Grazie Luca, il link è però ingiusto. Diamo a Bruno quel che è di Bruno; e vedi anche la sua bella Lettera a Soru.
1 Marzo 2009, 14.30Altre sue cose, come Mamma lingua e le relative riflessioni su La lingua dell’Eden toccheranno forse altre tue corde ;)
laura tinti:
ho letto solo oggi queste parole importanti, oramai il peggio è successo grazie cmq ho linkato la pagina su facebook
11 Marzo 2009, 22.31Massimo:
Niente male davvero… mi parrebbe tuttavia addirittura più bella e vera se, oltre che pensata, fosse pure scritta in sardo. Bisognerebbe metter la pulce nell’orecchio dell’autore… o c’è qualcuno che può incaricarsi della traduzione in sa limba de sa Ichnussa?
23 Giugno 2009, 11.52