Scatologia natalizia
I catalani sono proprio strani: associano la merda al Natale.
I regali non li porta Gesù Bambino o Babbo Natale: li caga (sic) un ciocco, se bastonato e correttamente invocato. Persino nelle scuole, a Natale, il tió compare più spesso dei soliti abeti o presepi: vedi per esempio quanto raccoglie la Xarxa Telemática Educativa de Catalunya.
[So benissimo che si tratta di un recupero a posteriori e forzoso, in chiave "identitaria", di una tradizione che andava perdendosi - proprio come avviene per il Cant de la Sibil·la, relitto maiorchino ed algherese, che inizia ad essere eseguito des de fa anys anche a Barcellona, per esempio a Santa Maria del Mar o a Gràcia.]
Il caganer, immancabile fertilizzatore dei pessebres catalani - benché attestato solo dal XVII sec. - mi pare accostabile all’animistico cagatió come traccia di un sincretismo ilare e scanzonato, e di una diffidenza mai sopita nei confronti del cattolicesimo (un’altra analogia: mi ha sempre colpito che la sardana venga ballata sul sagrato di Santa Eulàlia durante le funzioni religiose).
Il caganer non rispetta nessuno. Su www.caganer.com gli artigiani gironesi di Terra i mar espongono, oltre al classico Caganer Pagès (con varianti interessanti: Satana, i Re Magi), anche Ratzinger, Obama, Berlusconi, Juan Carlos e così via… qualcosa di simile a quanto avviene a Napoli in via San Gregorio Armeno, ma con effetti indubbiamente più comici e dissacranti.
Per restare sul faceto, leggiucchia Catalunya, pais de caganers nel sito dell’Institut d’Estudis Escatològics - Universitat Minùscula de la Portella (e nota come nelle lingue che ricorrono a protesi di e davanti a s impura… scatologia ed escatologia possano confondersi).

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