Appunti di iconografia felina

Alexandre-François Desportes (1651-1743), Nature morte avec chat, Bayerische Staatsgemäldesammlung, München

La vaga curiosità per l’iconografia del gatto come animale da compagnia (vedi i post Miccio miccio e La gatta di Riccio Cederni) ha contagiato anche Luca: mentre io erravo per la National Gallery of Ireland alla ricerca di qualche indizio, lui faceva lo stesso a Monaco e Vienna. Come ringraziarlo di tanta attenzione?

Luca mi conferma nell’impressione che la pittura d’interno olandese del Seicento sia il primo ambito in cui cercare: ma “gatti per casa ce ne son ben pochi”. Tra i suggerimenti, accolgo anzitutto The Bean King (c. 1655) di Jacob Jordaens (1593-1678). Da Dublino segnalo invece due tele purtroppo introvabili sul web: un Jan Miense Molenaer (c. 1610-1668) con bambini che giocano con un cane e un gatto (cat. NGI 45, c. 1637): li fanno danzare su un tavolo tenendoli per le zampe anteriori (scena simile ma con cane in altro dipinto di Molenaer, che ritrae altrove anche un gatto domestico molto ciccione; e vedi soprattutto questi suoi Ragazzi con gatto). C’è poi una natura morta con uccelli del fiammingo Christian Luyckx (c. 1623-1670), con gatto che azzanna il volatile morto (c. 1650, ma non ricordo il numero di catalogo; e di questo non meglio noto Luycks trovo solo una pessima riproduzione di Cartiglio con fiori).

Ma le chicche luchesche vanno centellinate (sempre che si possa centellinare una chicca); e mi piace iniziare dalla Natura morta con gatto di Alexandre-François Desportes (1661-1743), 74 x 92,5 cm, Bayerische Staatsgemäldesammlung, München. Identico gatto e identica posa in un’altra natura morta di Desportes (c. 1770, collez. privata); analogo spirito di osservazione naturalistica in questa scena domestica di lotta tra cagnaccio e mamma gatta (100×130, c. 1710, collez. privata), nonché in questi Sketches of a Kitten (Fitzwilliam Museum, Cambridge [USA]).

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