Pauline à la gare

Claude Monet, La Gare Saint-Lazare, 1877, 82 × 101 cm, Fogg Art Museum, Cambridge

Conosciamo tutti questi giochetti d’ambiguità linguistica:

I VITELLI DEI ROMANI SONO BELLI

CANE NERO MAGNA BELLA PERSICA

[Perché resti l’ambiguità, entrambe le frasi vanno scritte in maiuscolo e senza punteggiatura.]

Ce ne sono esempi più nobili:

In mare irato, in subita procella
invoco Te, nostra benigna Stella!

(Gabriello Chiabrera [1552-1638])

Te saluto, alma Dea, Dea generosa,
O gloria nostra, o veneta regina!
In procelloso turbine funesto
Tu regnasti serena; mille membra
Intrepida prostrasti in pugna acerba;
Per te miser non fui, per te non gemo,
Vivo in pace per te. Regna, o beata!
Regna in prospera sorte, in pompa augusta,
In perpetuo splendore, in aurea sede!
Tu serena, tu placida, tu pia,
Tu benigna, me salva, ama, conserva!

(Mattia Butturini [1752–1817])

Salve Regina! Te saluto, o pia,
nostra tutela in tenebrosa via,
in sinistra terrifica procella
benigna stella.

Quando te non saluto, o nostra vita,
gemo in amaritudine infinita;
in tranquilla quiete, te invocata,
vivo, o beata.

Saluto te, Regina gloriosa,
arca divina, intemerata rosa;
te, bella oliva, Iris serena, pura,
nivea figura.

Quando miser vacillo in vento infido,
Regina generosa, in te confido;
in te confido in fausta, in dura sorte,
in vita, in morte.

(Anacleto Bendazzi [1883-1982])

[Confesso che le attribuzioni sono di quarta mano.]

Al ginnasio ridevamo per la coniugazione di τιμάω e per frasi come

νῦν μή φάτε κακὰ Φιλίππῳ

Ma ha un nome questo gioco, questa specie di “doppio senso interlinguistico”?

Anne Onime ;) descrive bene il fenomeno: “des phrases en langues étrangères qui lues phonétiquement donnent des résultats surprenants”; ma la sua definizione di “kakemphatons bilingues” non mi convince, perché non si tratta di veri e propri kakemphaton

il francese si presta a simili doppi sensi molto più dell’italiano; come si presta ai calembour (”Six russes c’est six slaves, s’il se lave c’est qu’il se nettoie, si ce n’est toi c’est donc ton frère”) e agli olorimi, per esempio

La chemise
Lâche mise
L’abaisse
L’abbesse
Sa fesse
S’affaisse

(François Le Lionnais [1901-1984], da Vers (h)olorimes; ma vedi anche la Liste d’Olorimes)

Ecco dunque due bei “doppi sensi interlinguistici” per classicisti francofoni:

Certe quis Venus illa tremens

Оὐκ ἔλαβoν πόλιν ἀλλὰ γὰρ ἐλπίς ἒφη κακὰ

(da Liste d’Olorimes: il primo è un falso Virgilio, il secondo è attribuito a Senofonte… controllerò)

Classics Rettorica Linguistica Giochi 3 Luglio 2008, 18:02  



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