Il libro rosso

In una grande città del Nord del mondo una bambina trova un libro fra la neve: un libro rosso. Arrivata a scuola, comincia a sfogliarlo. Man mano un’immagine si fa più precisa: sulla spiaggia di un’isola del Sud un bambino ha trovato un libro rosso. In un doppio gioco di mise en abîme (alla lettera: si precipita nelle immagini del libro) i due bambini viaggiano in un’altra parte del mondo attraverso carte e immagini, e in zoom progressivi si scoprono a vicenda e si sorridono. Al termine delle lezioni la bambina compera un grappolo di palloncini multicolori e se ne fa trasportare dal suo nuovo amico: le distanze si annullano. Ma durante il volo il libro rosso le cade: un altro bambino lo troverà, lo sfoglierà e la storia potrà ricominciare. La mise en abîme continua, perché ora sei tu che possiedi il libro rosso…
The Red Book di Barbara Lehman (Houghton Mifflin, New York, 2004; in Italia Il libro rosso, Il Castoro, 2007) è un libro per bambini?
Certo, e visto che è un libro per immagini è adatto anche per la prelettura. Ma non solo: con quel continuo mutamento di piani e punti di vista può essere utile per sviluppare le capacità logiche e consequenziali. E altro ancora, come nota il blog Books for Kids:
Lesson Plans: I would consider using this book while introducing maps to a social studies class. Another possibility would be to use this for a writing exercise; students could write a story that would go along with the pictures.
Sarà anche così. Ma a me tutte le cose “per bambini” piacciono comunque.
E The Red Book è soprattutto un libro bellissimo, una storia magistralmente narrata con splendide illustrazioni ad acquarello, gouache e inchiostro.
È un libro sulla lettura, sul desiderio di apprendere, sulla fantasia, sulla diversità, sul mondo. È la metafora del libro fatta libro: ”un incredibile gioco visivo, in cui continuamente si entra e si esce dalle immagini, si guarda e si è guardati, per capire con stupore che alla fine il protagonista è il lettore stesso”.


1 Commento Aggiungi il tuo
1. catalepton | 29 Aprile 2008, h. 10:26
Credits: Cristina1 e Cristina2.
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