Vil razza dannata (2)

'Progetto Terra', Markes 1994 - Immagini e didascalie razziste

“Una giovane donna appartenente al gruppo Europoide e una sua coetanea
Negroide; [...] tipo umano del gruppo Mongoloide e aborigeni Australoidi”
(immagini e didascalia da “Progetto Terra”, 1994, pp. 116-117)

Seconda puntata (di fatto, la terza). Sfoglio ora due manuali di “Geografia economica”.

Natale Garré - Giovanna Merlo, I sistemi economici mondiali. Corso di Geografia diretto da Giuseppe Dematteis, Bompiani, Milano, 1998 (adottato sino al 2006-2007, non più in commercio, ma alla base di altri corsi Bompiani “diretti da Giuseppe Dematteis”).

Il tema che ci interessa è affrontato con molto fair play (p. 16): si parla esclusivamente di “divisioni culturali” (ad esempio la “cultura latina” è “caratterizzata dalle lingue neo-latine [...] e dalla religione cristiano-cattolica”), e si accenna persino all’”imperialismo culturale” della “cultura anglosassone”. Ne viene uno schema semplicistico, ma in giusta prospettiva di relativismo culturale.

Il rinnegamento del “razzismo geografico” è implicito, ma solo implicito. La mancata discussione di quanto si rifiuta (la “rimozione” di cui ho già detto) produce qualche incongruenza nel corso del manuale.

Garrè e Merlo discutono infatti più volte la “composizione etnica” di varie aree (il manuale è strutturato per “regioni”, secondo il modello pre-”Brocca”); e ad esempio, a proposito dell’America latina si legge quanto segue:

I gruppi etnici misti sono formati da incroci tra bianchi e amerindi (i meticci), tra amerindi e neri (gli zambos), e tra neri e bianchi (i mulatti). In alcuni paesi come la Colombia, il Messico, il Brasile non è possibile distinguere nettamente i diversi gruppi, poiché le fusioni razziali hanno raggiunto una varietà elevata. (p. 111, corsivo mio)

Io non ho mai sentito parlare di “gruppi etnici” meticci, mulatti o zambo. Parlano forse lingue diverse? Professano religioni diverse? Si raggruppano in villaggi sulla base del colore della pelle? È ovvio che “gruppi etnici misti” sta qui per “razze miste”: si perpetua la “sovrapposizione lessicale” che avevamo già notato in Reportage dal mondo.

La sovrapposizione è ancor più sfacciata nella trattazione relativa al Brasile (p. 152): “varietà etnica” è puro sinonimo di “varietà di tipi/incroci razziali” (europei, meticci, mulatti, afroamericani).

Poiché altrove il testo dimostra maggiore signorilità, potresti ribattermi che si tratta solo di gaffes. Ma insisto: gaffes del genere nascondono una pericolosa sovrapposizione lessicale, un approccio acritico, una political correctness del “lo penso ma non lo dico”.

*    *    *

L. Benincaso Lojacono - E. Gasca - L. Davite - F. Gamberucci, Progetto Terra. Geografia economica, Markes, Milano 1994 (ora fuori commercio, ma adottato sino al 2006-2007. Analoghi testi oggi editi dalla Markes sono anonimi in copertina, probabili prodotti redazionali; ma sta’ pur sicuro che hanno copincollato molto da qui).

Il manuale dedica le pp. 116-123 ai “Gruppi etnici-linguistici e religiosi”. Cito per esteso il paragrafo intitolato “I gruppi etnici”:

I vari nuclei che costituiscono la popolazione umana presentano alcuni caratteri fisici diversi, quali il colore della pelle, i tratti somatici, la forma del cranio o la distribuzione dei gruppi sanguigni. Queste differenze sono state assunte come determinanti per la divisione degli uomini in razze.
Il concetto di razza è oggi molto discusso, sia perché i notevoli rimescolamenti umani, verificatisi fin dall’antichità ed accentuatisi con le recenti grandi migrazioni, escludono l’esistenza di razze “pure”, sia perché l’approfondimento delle tecniche di indagine fisiologica ha mostrato la superficialità di queste distinzioni esteriori, sia infine per l’uso distorto che spesso ne deriva.
Nel passato infatti si sono affermate politiche che, basandosi sul pregiudizio della superiorità di una razza sulle altre, hanno perpetrato discriminazioni e persecuzioni, spingendosi sino al ricorso a pratiche di genocidio (cfr. il falso mito della “razza ariana” utilizzato dai nazisti per giustificare lo sterminio di ebrei e zingari), ed anche attualmente, in diverse parti del mondo, si assiste al rinascere di simili ideologie aberranti.
Per i motivi citati l’antropologia preferisce ricorrere, nella classificazione dei gruppi umani, al concetto di “etnie”, che consente di considerare, oltre ai caratteri biologici trasmissibili per via ereditaria, anche i fattori culturali, cioè l’insieme delle tradizioni storiche, degli usi e costumi sociali, delle credenze, degli ideali e delle conoscenze comuni ad un gruppo e che ne definiscono l’identità.
Naturalmente elementi importanti di quest’ultima devono esser considerati anche lingua e religione, di cui tratteremo nei paragrafi seguenti. Tenendo conto di tali premesse, può essere comunque ancora utile e interessante conoscere la ripartizione in gruppi umani fondamentali, distinti sulla base dei loro caratteri fisici, seguita nelle impostazioni tradizionaliste.
Lo schema più applicato, proposto dall’antropologo R. Biasutti e visualizzato nel planisfero, è il seguente:

  • Europoidi [...]
  • Mongoloidi [...]
  • Australoidi [...]
  • Negroidi [...]

Vi sono poi numerosissimi gruppi che sfuggono a questo tipo di classificazione o che si possono considerare come “derivati”.

(pp. 116-117, grassetti originali)

Ma bene! “Il concetto di razza è oggi molto discusso”, tanto che si preferisce ricorrere al concetto di “etnie”.

L’esposizione è però campata in aria: il fatto che manchino “razze pure” non mette in discussione di per sé il “concetto di razza”; tra i caratteri fisici “determinanti per la divisione degli uomini in razze” si contempla il gruppo sanguigno; il “concetto di etnia” considererebbe, accanto ai fattori culturali, anche “i caratteri biologici trasmissibili per via ereditaria”.

Ma poi, quell’affermazione per cui “può essere comunque ancora utile e interessante conoscere la ripartizione in gruppi umani fondamentali”… perché mai dovrebbe essere utile e interessante?

Ecco, perlomeno qui si cita la fonte dell’aberrazione: è il solito schema biasuttiano europoidi-mongoloidi-australoidi-negroidi, che viene rinforzato da immagini inequivocabili (vedi sopra per la didascalia; e nota la differenza tra “giovane donna”, “tipo umano”, “aborigeni”: una variatio non neutra) nonché da un planisfero. Questo è poi un piccolo capolavoro di razzismo biasuttiano, ma è incongruamente intitolato “I gruppi etnici”!

Da 'Progetto Terra', 1994 - 'I gruppi etnici'

Immagine a risoluzione maggiore

Ora, può anche darsi che tutto questo sia ancora “utile e interessante”. Ma rilevo l’incongruenza del titolo di paragrafo (”I gruppi etnici”) con una trattazione esclusivamente dedicata alle “razze”.

Il titolo del planisfero crea un po’ di confusione, ma Progetto Terra di fatto non discute mai di etnie. Questa “grande assenza” non è compensata dai paragrafi successivi, che discutono di “lingua” e “religione”: non sono questi, infatti, gli unici aspetti che contribuiscono a definire (ed eventualmente “classificare”) i gruppi etnici - c’è per esempio anche il “modo di produzione”.

1 Commento

  1. catalepton:

    Peccato per la pessima qualità delle immagini; ma con quella carta semitrasparente non riesco a fare di meglio.

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