Il mistero della Vittorio Emanuele III

Durante una delle rare ma lunghe chiacchierate al telefono con Chaim, è sorto un enigma: la Biblioteca Nazionale di Napoli è intitolata a Vittorio Emanuele III.
Ma com’è possibile, ci siamo detti?
Be’, a Palazzo Reale (attuale sede della Biblioteca) il nano era nato; come sospetta Chaim, un luogo di nascita programmato dal nonno (siamo nel 1867) per “fare gli italiani” anche cercando nel Sud un legame con la nuova casata. Qualcosa di simile farà del resto l’amatissima regina Margherita con l’omonima pizza (e siamo nel 1889).
Dunque, un grande amore napoletano.
Il nano savoiardo è morto il 28 dicembre del 1947. Dopo questa data, in tempi di Repubblica, quando mai è stata possibile tale intitolazione? Non certo poco dopo la morte, a breve distanza dalla riapertura della biblioteca (1945) ma anche con un referendum ancora caldo.
Chaim propende per il 1957, data dell’ampliamento dei locali: non impossibile, in una Napoli dominata dal monarchico Achille Lauro.
Monicà ci ricorda però che ai monarchi le cose si dedicavano in vita: come il Bastione Umberto I a Cagliari. Non escluderei perciò che l’intitolazione risalga al 1927, quando fu inaugurata l’attuale sede all’interno del Palazzo Reale: un ringraziamento al reuccio per aver ceduto la proprietà al demanio.
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