Fatti fritti

Fatti fritti

Una foto insignificante, ma rara attestazione scritta di un fatto linguistico degno d’attenzione.

“Fatti fritti” (o “fatti e fritti”) è locuzione dell’italiano regionale della Sardegna, che designa un tipo di ciambella lievitata (come quelle di Homer), fritta nello strutto e spolverata di zucchero. Non raro è anche il singolare (”un fatto fritto”); al bar si usa l’aggettivo sostantivato (”mi dà un fritto?”).

Io però ho sempre sentito parlare, in casa, di “frati fritti” (solo pl.). Un errore? No. Semplicemente un calco dal sardo paras frittos (camp. paras frittus).

Ma perché “frati”? La ciambella col buco assomiglia a una tonsura.

“Fatti fritti” è lectio facilior, non a caso molto più diffusa; ma è una ricostruzione paretimologica.

Se dunque possiamo dare norme anche per l’italiano regionale, dicasi “frati fritti”.

Commenti

  1. catalepton:

    Ci sarebbe poi da discutere del perché “zippole” o “zeppole” da “zippulas”: nel primo caso, la “coscienza fonetica” fa corrispondere o italiano a u sardo; nel secondo caso, si aggiunge la corrispondenza di e ad i, come in pira, pisci

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