Fànfole? (3)

MatitaL’ho detto, “che ci vorrà”? Ecco: Fosco Maraini, Gnòsi delle fànfole - Concordanze (384 Kb).

In effetti non ci vuole molto, ci sono programmi appositi; di mio ho aggiunto un po’ di cura manuale. Monicà ha aggiunto due giorni di maledizioni perché ormai parlo in fànfole…

Due parole di spiegazione.

Sono concordanze “grezze”, prive di indicizzazione morfologica: e per esempio accade che ricordi possa essere verbo o sostantivo; o che bottiglia e bottiglie siano lemmi diversi. Si potrebbe far diverso? Preferisco di no: perché qualunque operazione di ordinamento morfologico si sarebbe presto arrestata di fronte all’arbitrario, proprio per la speciale natura del lessico fanfolico: se il singolare di bottiglie è ovvio, qual è il singolare di smègi? Smègo? Smègio?

Del resto le dimensioni dell’indice sono così contenute che è possibile farsene un’idea globale anche solo percorrendolo un paio di volte.

Ho indicizzato anche i titoli delle fànfole: la maggior presenza in essi di parole “normali” è infatti un dato molto significativo.

E nell’indice, ovviamente, c’è tutto: anche congiunzioni e preposizioni, che saranno utilissime (ad esempio a per studiare tutte le locuzioni avverbiali che introduce, ma anche la preferenza per fra o tra; strano a dirsi, Maraini preferisce quest’ultimo, 11 a 1); a proposito di “ordinamento morfologico”, non escludo si possano almeno raggruppare le varie forme di pronomi, congiunzioni e preposizioni.

Il lemma compare maiuscolo se Maraini lo usa maiuscolo.

Buona parte dei termini, vien da sé, sono hapax: ma già vengon fuori i doppioni, traccia luminosa che un lessico delle fànfole è possibile: gavato (in Prato e Bottiglie), sbiréngola (in Prato e Bottiglie), splagi (in Circuito dell’anima e Fiore secco in libro vecchio), straquasciare (in Solstizio d’estate e Gli Arconti dell’Urazio)…

E ora dàgli!

Alcuni spunti: la preferenza di Maraini per certi suoni come /f/ (lo si intuiva, ma…), per certi prefissi come stra-, per certi suffissi come -erchiare, per certe locuzioni avverbiali (a bisce bisce, a beta beta); ma anche le tecniche di “semplificazione immaginaria” di forme pseudoderivate (mormare da mormorare, ma anche rumare da ruminare)… e naturalmente i temi, le parole chiave (e qui spesso serve il lessico “normale”: persino gli avverbi).

Commenti

  1. catalepton:

    Dimenticavo: altre due parole.
    1) Ben venga qualunque segnalazione d’errore nelle concordanze, o suggerimento migliorativo…
    2) Il dàgli e gli “spunti” si intendono da raccogliere ;)

Lascia un commento