Anninnora (1)
M’è venuta un’ispirazione, e cerco in rete il testo di Anninnora, “mirabile brano di musica sarda tra i più difficili da cantare e poco eseguito dalle corali sarde”. Non si trova granché: una traduzione improbabile, un’esecuzione non infedele.
Per la precisione non si intitola Anninnora: è la Canzone a ballo di Ennio Porrino (su cui vedi anche questa scheda). Per coro misto SATB, fu pubblicata nel 1939 in “Tre canzoni italiane” (”Canzone religiosa, canzone d’amore, canzone a ballo”). La si trova ora anche in CD negli opera omnia di Porrino.
È un canto trascinante, evocativo, ricco dei ritmi strumentali popolari e dei colori rudi e ancestrali del canto a tenores. Ovviamente, un’operazione colta (raffinatissima).
Ma è il testo che mi interessa. La Rete mi conferma che Canzone a ballo passa di solito per nenia tradizionale (sottinteso che Porrino l’abbia solo musicata).
Eppure non è così. A leggerlo bene…
Sì, ma dov’è il testo?
Non ne trovo una versione decente.
Ecco dunque che, in assenza di altre fonti e non volendo perdere il giorno in biblioteca, mi vedo costretto a racimolare tra le vecchie scartoffie una fotocopia ingiallita: attingo dalle nebbie del passato una Canzone a ballo per coro misto a quattro voci, suppongo secondo l’orchestrazione originale, ma in una trascrizione con Encore curata (credo) da un corista irrintracciabile: non ne ricordo neanche il nome, mi pare anzi sia morto: lo so che sa un po’ di “manoscritto ritrovato”, ma giuro che il tenore in questione non era Cide Hamete Benengeli.
[Ennesimo marginale: se la storia del "manoscritto ritrovato" t'interessa, vedi Monica Farnetti, Il manoscritto ritrovato. Storia letteraria di una finzione, «Quaderni Aldo Palazzeschi», nuova serie, 12, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2006: mi piace citare libri che non ho letto.]
Lo spartito non è fonte sicura di punteggiatura e ortografia, né della scansione in versi. Ancora una volta accontentiamoci, se no non si va da nessuna parte.
Sì, ma il testo dov’è?
Un po’ di pazienza… il testo domani ;)
catalepton:
Domani… o tra qualche giorno. Urgono le fànfole!
29 Dicembre 2007, 18.58memma:
oookkkk
14 Marzo 2009, 08.38ma sn passati anni e il testo???
Catalepton:
> oookkkk
> ma sn passati anni e il testo???
:D
Per quel che vale, è qua.
14 Marzo 2009, 12.03Gianni Garau:
Anninnora anninnora cuccumeu
30 Giugno 2009, 00.46prama d’ortu leadi fizu, fizu,
tentu m’hapo unu fizu in Crabu Mannu
sun duos sos cabaddos de sa ghedda
foza manna e niedda in s’Atzaresa
Orrosittedda Orrosa in tundu in tundu
si bivis in su mundu gosa die…
Catalepton:
Gianni Garau ha scritto:
Deduco che questa è la “versione” cantata dal Coro Peppinu Mereu (che, come tanti, dà il brano per “popolare”). Va classificata come ennesimo “tentativo di «normalizzare» il testo riconducendolo a un lessico noto e a un senso generale”.
30 Giugno 2009, 19.35Rimando ancora una volta ad Anninnora (2).
Gianni Garau:
oppure va ricondotta ad un testo scritto a mano ritrovato nella vecchia casa parrocchiale di desulo, (rione issiria), durante dei lavori di demolizione per una nuova ricostruzione…
25 Ottobre 2009, 00.11…lato a del foglio Anninnora
…lato b del foglio A ninna nanna a cantare
lungi da me avere la verità in tasca questo ho letto e questo ho scritto…
tenere ance conto che le strofe (2) SUCCESSIVE SONO STATE AGGIUNTE EX NOVO DALL AMICO E COMPIANTO MAESTRO Giglio di macomer
Saluti
Gianni Garau:
P.S
25 Ottobre 2009, 00.15Se può servire sia Crabu Mannu che s’Atzaresa
sono nomi di “terreni” uno in agro di desulo e l’altro tra desulo e Tonara
a quanto dicono alcuni anziani di desulo..
Catalepton:
Gianni Garau ha scritto:
Per carità, nessuno ha la verità in tasca; men che meno io, né musicologo né filologo.
Certo deve far riflettere quel “Danza di Desulo” con cui Porrino sottotitolò la “Canzone a ballo” (vedi ancora una volta Anninnora (2)). Forse Porrino condusse a Desulo una personale indagine demologica, rintracciando e recuperando il testo di una ninnananna tradizionale.
L’esistenza di un archetipo manoscritto potrebbe invitarci a rivedere la questione; ma il fatto che provenga dalla vecchia casa parrocchiale non mi sembra significativo: bisognerebbe piuttosto datare il manoscritto (se risale a prima del 1939, non c’è dubbio che sia la fonte di Porrino).
Puoi darci qualche indicazione in più? Altrimenti restiamo nel vago.
Quali sono “le strofe successive”? Non le riporti nel post precedente.
Interessante la presenza dei due toponimi (soprattutto S’Atzaresa). Ancora una volta però difettano le fonti dirette: per es., cosa dicono - per quel che valgono sotto il profilo toponomastico - le carte IGM?
Dal canto mio, prometto che farò un salto alla biblioteca del Conservatorio per dare un’occhiata all’edizione originale di “Canzone a ballo”: almeno per vedere con i miei occhi il testo porriniano.
26 Ottobre 2009, 17.43