Ultima cena

Ultima cena (fotogramma dal video ufficiale di Caparezza, La fine di Gaia, 2011)

Fotogramma dal video ufficiale di Caparezza, La fine di Gaia, 2011, 4′16” (regia: Gianluca “Calu” Montesano)

Sono sicuro di averla già vista da qualche parte - eppure non c’è nemmeno nella miriade di Popped Culture).


Non est hic


Atrium Animae, Rex Gloriae (2011)

Il linguaggio degli insegnanti

Eh bien, oui, je suis un âne (anonimo, 1830 circa)

Ancora una volta solo il link:

Valeria Palazzolo, Il linguaggio degli insegnanti. Dizionarietto essenziale, in Educazione Democratica. Rivista di pedagogica politica.

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Nell’immagine: Anonimo, “Eh bien, oui, je suis un âne ; mais qu’est-ce que ça prouve ? Ca prouve que / je viens à votre école, v’la tout.”, incisione a stampa, 13,2 x 14,5 cm, 1830 circa (dalla banca dati Mnemosyne del Musée national de l’Education di Rouen)

Te possino ammazzatte, fili mi

Jean-Léon Gérôme (1824-1904), Mort de César, 1867

Non è il caso che riassuma quanto può piacevolmente leggersi altrove:

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Nell’immagine: Jean-Léon Gérôme (1824-1904), Mort de César, 1867 (The Walters Art Museum, Baltimore, Maryland, USA).

Il generale Leone

Giacinto Ferrero (1862-1922)

Me l’ero immaginato proprio così (da www.14-18.it).

Io sono di sinistra


Una versione di Cicerone

Richard Westall (1765-1836), The Sword of Damocles, 1812

(Richard Westall [1765-1836], The Sword of Damocles, 1812, olio su tela, 130×103 cm, Ackland Art Museum [Ackland Fund, 79.10.1])

Nel 1811 Westall dipinse una prima versione di questo quadro per il collezionista inglese Richard Payne Knight (cfr. Michael Clarke - Nicholas Penny [a cura di], The Arrogant Connoisseur: Richard Payne Knight. 1751-1824, Manchester University Press, 1982; scheda a p. 187); esposto alla Royal Academy, il dipinto attirò l’attenzione di un altro mecenate, Thomas Hope, che ne commissionò una versione di maggiori dimensioni, differente solo perché “is tighter in composition and gives a more commanding presence to the figure of Dionysius”.

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Quadri da un’esposizione

Ben Heine, Pencil Vs Camera 7

Ben Heine, “Pencil Vs Camera - 7″.

Introdotte dalla formula “stanno spopolando sul web”, le foto di Ben Heine stanno spopolando sul web.

Gli è che nel giro di pochi giorni tutti hanno deciso di parlarne (io ne ho letto sul País, poi vedo che anche Repubblica gli ha dedicato una galleria; eccetera). Però mi sembra eccessivo parlare di “progetto artistico” e di “quotazioni in ascesa”: su Flickr vedo illustrazioni piuttosto “di genere”, foto sovraccariche di photoshopping pacchiano, e se la serie “Digital Circlism” è interessante, quella “Pencil Vs Camera” diverte ma dopo un po’ stucca.

Salvo questi “Quadri” ripresi al Palais des Beaux Arts de Lille, con citazione di Goya, Botticelli, Millet.

Attentato!

Milano, 13 dicembre 2009

ἐπεὶ δὲ κατατρώσας αὐτὸς ἑαυτὸν ὁ Πεισίστρατος ἧκεν εἰς ἀγορὰν ἐπὶ ζεύγους κομιζόμενος, καὶ παρώξυνε τὸν δῆμον ὡς διὰ τὴν πολιτείαν ὑπὸ τῶν ἐχθρῶν ἐπιβεβουλευμένος, καὶ πολλοὺς εἶχεν ἀγανακτοῦντας καὶ βοῶντας, προσελθὼν ἐγγὺς ὁ Σόλων καὶ παραστάς, ‘οὐ καλῶς,’ εἶπεν, ‘ὦ παῖ Ἱπποκράτους, ὑποκρίνῃ τὸν Ὁμηρικὸν Ὀδυσσέα: ταῦτα γὰρ ποιεῖς τοὺς πολίτας παρακρουόμενος οἷς ἐκεῖνος τοὺς πολεμίους ἐξηπάτησεν, αἰκισάμενος ἑαυτόν.’ ἐκ τούτου τὸ μὲν πλῆθος ἦν ἕτοιμον ὑπερμαχεῖν τοῦ Πεισιστράτου, καὶ συνῆλθεν εἰς ἐκκλησίαν ὁ δῆμος. Ἀρίστωνος δὲ γράψαντος ὅπως δοθῶσι πεντήκοντα κορυνηφόροι τῷ Πεισιστράτῳ φυλακὴ τοῦ σώματος, ἀντεῖπεν ὁ Σόλων ἀναστὰς καὶ πολλὰ διεξῆλθεν ὅμοια τούτοις οἷς διὰ τῶν ποιημάτων γέγραφεν:

εἰς γὰρ γλῶσσαν ὁρᾶτε καὶ εἰς ἔπη αἱμύλοι ἀνδρός.
ὑμῶν δ᾽ εἷς μὲν ἕκαστος ἀλώπεκος ἴχνεσι βαίνει,
σύμπασιν δ᾽ ὑμῖν χαῦνος ἔνεστι νόος.

ὁρῶν δὲ τοὺς μὲν πένητας ὡρμημένους χαρίζεσθαι τῷ Πεισιστράτῳ καὶ θορυβοῦντας, τοὺς δὲ πλουσίους ἀποδιδράσκοντας καὶ ἀποδειλιῶντας, ἀπῆλθεν εἰπὼν ὅτι τῶν μέν ἐστι σοφώτερος, τῶν δὲ ἀνδρειότερος: σοφώτερος μὲν τῶν μὴ συνιέντων τὸ πραττόμενον, ἀνδρειότερος δὲ τῶν συνιέντων μέν, ἐναντιοῦσθαι δὲ τῇ τυραννίδι φοβουμένων. τὸ δὲ ψήφισμα κυρώσας ὁ δῆμος οὐδὲ περὶ τοῦ πλήθους ἔτι τῶν κορυνηφόρων διεμικρολογεῖτο πρὸς τὸν Πεισίστρατον, ἀλλ᾽ ὅσους ἐβούλετο τρέφοντα καὶ συνάγοντα φανερῶς περιεώρα, μέχρι τὴν ἀκρόπολιν κατέσχε.

(Plutarco, Solone, 30; John Paul Adams propone una piccola rassegna di fonti su Pisistrato [in trad. inglese])

MetaSMS

T9

in provato a chiamarti sembra che funzioni ma col V 9 come vedi in problemi non pò cambiare baci

Tango, tangis


Franco Nebbia, Passione latina (1961).


Ultima cena

Marcos Lopez, Asado en Mendiolaza, 2001

Marcos Lopez, Asado en Mendiolaza, Córdoba, Argentina, 2001 (vedi l’intervista di Josefina Licitra in Nuestra Mirada).

Sof… d’erba

Sofà d'erba (miniatura dal Roman de la Rose, British Library, ms. Harley 4425, f. 25 v. (ca. 1490-1500)

Chissà come, chissà perché mi sono imbattuto nella pagina in cui Giorgio De Rienzo, “linguista del Corriere della Sera”, rispondeva, il 5 novembre 2004, a un lettore della rubrica Scioglilingua:

Avvertenza
Davide Verni, insegnante di Italiano all’estero, segue con assiduo interesse la rubrica e la consiglia agli studenti. Collabora alla traduzione di libretti d’opera e incontra - dai libretti di Da Ponte scritti per Mozart a quelli di Verdi - un’espressione particolare, che dalla sua e-mail non risulta comprensibile. Si legge “sof… d’erba”. Gli sarei grato se indicasse in maniera chiara l’espressione che non sa tradurre.

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Acrostici rap


M.I.S.T.A.M.A.N.

Maniaco megalomane, mobilito masse, modifico Maastricht, macino massi, manipolo mass media.
Mille modelle mi mandan messaggi, minchia, mi maledicono: Mistaman mi manchi.

Imitami idiota, io invece improvviso ignoranti, identifico imprevisti in impercettibili istanti.
Insisti? Iperamplifico impianti, incenerisco idoli ieri imbattibili, infatti i

soliti scarsi scrivono strofe su sti soliti scazzi, soliti smazzi, stesse storie: siam sazi.
Scopri se spacchi solo sfidandomi, sappi: se sei sveglio scappi, se serve so sputtanarti.

Troppe troie, troppi trolls, troppi testi tamarri. Tentan trick tristi, temi triti, troppo tardi.
Tam-tam tribali trasmettono tattiche, taci, teorizzo tecniche, ti traumatizzo, ti turba tentarci.

Ascoltandoti altri artisti abbassi, ascoltandomi alzi,
alcuni arrivano ad assordarsi, altri ambiscono ad affrontarmi allenandosi,
appena arrivano all’altezza arrivano ad ammazzarsi.

Mangio matematica, metabolizzo Matrix, moltiplico Mururoa, monopolizzo massacri.
Mini, medium, mega, maxi, mastico mc’s, mortifico madri.

Accumulo armi, addestro ammutinati ad adattarsi agli assalti,
architetto attacchi alle alte autorità, arranchi anche ad avvicinarti,
attivo alcuni aggeggi altamente avanzati adatti ad annullarvi.

Nerd nel net non nominarci, navighiamo nella notte noi narcotizzati,
nascondiamo nitro, nafta, napalm nefasti, nevrosi nucleari nelle nuove Nagasaki.

(Mistaman, M.I.S.T.A.M.A.N., dall’album Anni senza fine [2008]; ma è interessante anche Dalla a alla zeta di Fabri Fibra, dall’album Turbe giovanili [2002])

La locomotiva

Giovanni Alfredo Cesareo (1860-1937)

Quasi solo i compendî di metrica ricordano ancora Giovanni Alfredo Cesareo, e solo perché fonte esemplificatrice dell’inusitato bisillabo:

Dietro
qualche
vetro

eccetera.

Roba da entomologi: un po’ poco per passare alla storia. Ma ancora una volta Chaim riesuma per noi il testo di partenza (sì, ultimamente Catalepton campa di trouvailles chaimiane). Sono versi estrapolati da La locomotiva (1905); e dacché non è facile trovare il testo in giro - men che meno nella Rete - eccolo qui.

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